Progetto scuola dell'infanzia 2015-2016




PROGETTO PEDAGOGICO
del nido

VALENZA QUINQUENNALE
“ Sacro Cuore”

Via F.lli Malerbi , 19
Tel e fax: 0545/22786
Email: pariscuore@ancellesacrocuore.com

GENNAIO 2017









“Per viaggiare e non perdersi è richiesto comunque di progettare, con  metodo, itinerari e soste, ricerca di risorse  e capacità di affrontare gli imprevisti: questo per tenere a bada  la paura di perdersi e di inoltrarsi in zone oscure.  Il progetto in qualche modo è la previsione cooperativa, fra bambino e adulto di quello che si vuole e si può scoprire e conoscere, di quello che si vuole o si potrà fare ed essere.”



(F. Caggio, 1995)






PREMESSA











L’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di G.A. è stato fondato nel 1888 dal Servo di o Mons. Marco Morelli, un pio e dotto sacerdote di Lugo di Romagna, impegnato ad elevare socialmente e culturalmente le adolescenti e le giovani delle classi meno abbienti tramite un’istruzione elementare e una formazione professionale.
Fedeli al carisma del loro Fondatore, le Ancelle del Sacro Cuore fin dalle origini hanno dato vita, prima in Italia poi nei Paesi di missione, a scuole che hanno cercato di rispondere alle esigenze formative dei bambini, dei ragazzi e dei giovani e alle richieste culturali di una società in continua e rapida trasformazione.
La promozione della persona resta il fine principale della missione delle Ancelle e dei collaboratori laici che, alla figura evangelica di Gesù Buon Pastore , conformano il loro metodo educativo realizzando nel tempo l’insegnamento e l’eredità spirituale del Servo di Dio Mons. Marco Morelli.

1.  FINALITA’
                              
Dal regolamento sui requisiti e le procedure per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia gestiti da soggetti privati, n° 85/2012 e ai sensi della  L.R. N.6/ 2012, che ha modificato, la L.R. N. 8/2004 e la Legge REG. 1/2000 si evince che :
“I nidi di infanzia sono servizi educativi di interesse pubblico, aperti a tutti i bambini e le bambine in età compresa tra i tre mesi e i tre anni, che collaborano con le famiglie alla loro crescita e formazione, nel quadro di una politica per la prima infanzia e della garanzia del diritto all’educazione, nel rispetto dell’identità individuale, culturale e religiosa.

I nidi hanno finalità di:

a)    Formazione e socializzazione dei bambini, nella prospettiva del loro benessere psicofisico e dello sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali e sociali;
b)   Cura dei bambini che comporti un affidamento continuativo a figure diverse da quelle parentali in un contesto esterno a quello famigliare;
c)    Sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative”.

L’esperienza che il bambino vive al nido è essenzialmente quella di un rapporto personale: l’educazione non è tanto una questione di tecniche, ma avviene dentro un rapporto tra persone dove l’adulto accompagna in bambino a diventare grande, ad incontrare la realtà nei suoi diversi aspetti.
Il compito che ci prefissiamo è quello di stimolare nel bambino questo rapporto con la realtà. Ne consegue che la proposta educativa della scuola, passa attraverso la capacità dell’educatore di avere un rapporto consapevole e significativo con ogni bambino.
Il progetto pedagogico si fonda sull’idea che ogni bambino, anche piccolissimo, sia costruttore del proprio sapere, quindi su un’idea che ognuno viva dentro ad una propria possibile, straordinaria unicità ed originalità, all’interno però di una relazione, di un dialogo, di una continua negoziazione con l’altro (adulto e bambino). Il progetto educativo promuove e sostiene la formazione dei bambini piccoli attraverso lo sviluppo di tutti i linguaggi, ponendo gli sguardi a molteplici dimensioni: relazionali, comunicative, cognitive, simboliche, etiche, metaforiche ed espressive.

L’organizzazione dell’attività educativa rivolge un’attenzione particolare alle esigenze dei bambini in situazione di handicap o che presentano difficoltà di apprendimento.

L’azione della scuola, verificata con gli operatori socio-sanitari che entrano in relazione con i bambini e con le famiglie, contribuisce alla stesura e alla verifica periodica di progetti educativi individualizzati (diagnosi clinica per la documentazione dell’handicap, diagnosi funzionale per le nuove segnalazioni, profilo dinamico-funzionali, anche con il coinvolgimento della famiglia).

1.1.   CARATTERISTICHE SOCIO-AMBIENTALI DEL TERRITORIO

Il territorio di Lugo si colloca in un contesto socio culturale eterogeneo.

Il piano dell’offerta formativa prende avvio da un’attenta lettura del territorio, in quanto come prescritto dalla Premessa ai vigenti Programmi Didattici “La scuola valorizza nella programmazione educativa didattica le risorse culturali, ambientali, strutturali, offerte dal territorio e dalle strutture in esso operanti”.
Le famiglie afferenti alla scuola sono in grande prevalenza residenti nel Comune, anche se la scuola, soprattutto negli ultimi anni ha conosciuto un modesto afflusso di alunni anche dai paesi limitrofi.

1.2.        RISORSE DEL TERRITORIO

Il comune di Lugo offre i seguenti servizi:
Biblioteca Comunale
Centri sportivi dotati di palestra e campo di atletica
Teatro Comunale
Circoli Parrocchiali
Pro Loco
Nido, sezioni primavera, scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie e superiori.


1.3.         RISORSE DELL’ISTITUTO

L’istituto, che copre tutte le fasce di età, offre all’interno della propria struttura le seguenti risorse:
Laboratori informatici
Aule multimediali
Sala polivalente


2. LA PROPOSTA EDUCATIVA

2.1. IL METODO

Il nido “Sacro Cuore” è un servizio educativo che può accogliere 28 bambini dai 12 ai 36 mesi.
L’esperienza che il bambino vive è essenzialmente quella di un rapporto personale: l’educazione non è tanto una questione di tecniche, ma avviene dentro un rapporto tra persone dove l’adulto accompagna il bambino a diventare grande, ad incontrare realtà nei suoi diversi aspetti.
Il nido è un luogo dove il bambino può incontrare altri bambini e dove, tramite attività di gioco, può fare esperienze ed instaurare relazioni interpersonali importanti per il suo sviluppo affettivo, intellettivo e sociale.
Oltre ad essere un servizio di supporto alle famiglie (che restano pur sempre l’ambito privilegiato naturale per la crescita e l’educazione del bambino,) il nido si pone anche come luogo di formazione, informazione e confronto per insegnanti e genitori, per favorire la continuità educativa.
Le educatrici che ruotano all’interno del nido sono quattro: Laura, Rosy, Loretta, Suor Angela.

2.2.         LO SPAZIO

L’ attenzione al bambino, che qualifica la nostra proposta educativa, implica attenzione nel preparare lo spazio in cui questo viene accolto.
La strutturazione dello spazio deve rispondere alle domande e ai bisogni che noi riconosciamo nei bambini, perciò la cura dello spazio è in funzione della relazione adulto-bambino. E’ infatti questa che caratterizza la qualità della vita al nido riempiendo di significato lo spazio e il tempo.

I nostri spazi:

Una  PARTE  DEL CORRIDOIO   è dotato di armadietti per ogni singolo bambino.

Una SALA DI ACCOGLIENZA ,DI GIOCO E DI ATTIVITA’ DIDATTICHE

La SEZIONE, per noi punto primario di riferimento, è strutturata ad angoli sia per stimolare l’iniziativa di ogni bambino, sia per rispondere al suo bisogno di sentirsi contenuto, rassicurato, protetto. Gli angoli della sezione vengono creati all’inizio dell’anno, ma successivamente possono essere modificati. Le attività, il gioco e la relazione tra i bambini e con l’educatore determinano cambiamenti.
Attualmente esistono angoli in cui si possono leggere i libri, raccontare storie, fare conversazione, ma anche giocare con i giochi della sezione ( costruzioni, pupazzi…); l’angolo dei travestimenti per favorire il gioco simbolico

In sezione troviamo:

Lo specchio: questo elemento ha una funzione importantissima perché permette di scoprire, osservare e conoscere il proprio corpo, di sparire e riapparire. Ai piedi dello specchio è posto un tappeto che serve per sedersi, sdraiarsi, rotolare, delimitare il proprio spazio e sperimentare nuovi schemi motori;

L’angolo morbido con cuscini, pupazzi e tappeto per sedersi, chiacchierare, farsi leggere un libro, sdraiarsi, far capriole;

La libreria per avvicinare il bambino al libro. Il bambino può scegliere da solo quale libro guardare o farsi raccontare dalla maestra. L’ascolto di favole e la manipolazione dei libri, oltre a favorire la produzione verbale, stimola la fantasia e la creatività del bambino;

I mobili con giocattoli a vista che offrono diverse stimolazioni sensoriali;

L’angolo cucina per il gioco simbolico;

La casetta per creare un angolo – travestimenti. Il gioco simbolico risponde alla esigenza affettivo - relazionale, ma anche cognitiva: basti pensare che nel gioco dei travestimenti possono essere usate svariate stoffe colorate, trasparenti e non, grosse e sottili, lisce e ruvide che offrono svariate stimolazioni sensoriali.

Il DORMITORIO è attrezzato con brandine e durante il momento del riposo l’educatrice sta accanto ai bambini tranquillizzandoli con la sua presenza.

La STANZA da BAGNO è con lavandini e servizi a misura di bambino, in modo tale da stimolare e favorire l’autonomia.

La SALA POLIVALENTE permette ai bambini di correre e muoversi liberamente.

Il CORTILE è ombreggiato con giochi che nelle belle giornate diventa un luogo di gioco privilegiato per tutti, grazie ai tesori che racchiude (foglie, insetti, ciuffi d’erba). E’ un luogo che permette di osservare, scoprire, correre, arrampicarsi, scivolare, nascondersi favorendo l’opportunità di fare grandi conquiste.

2.3.       POLO PER L’INFANZIA

All’interno della nostra struttura si trovano spazi che vengono condivisi con la scuola dell’infanzia. Le aree comuni interne - la sala polivalente, la saletta di accoglienza, il salone -, sono dotate di arredi e vengono utilizzate dalle sezioni con attività programmate su gruppi di bambini di età diversa o di età omogenee (in specifico la sale polivalente viene allestita in base alle attività che si intendono svolgere).
Le aree comuni esterne sono dotate di giochi e attrezzature appropriate allo sviluppo psico-fisico dei bambini.
Tali spazi offrono opportunità di gioco e incontro fra bambini di età mista o di età omogenee.
Il nido utilizza gli spazi nel seguente modo:
-         Sala polivalente: due volte alla settimana dalle 10 alle 11. Permette ai bambini di correre e muoversi liberamente, nonché di svolgere percorsi strutturati atti a sviluppare il loro aspetto psico-motorio (tunnel, piccoli ostacoli, cerchi, palloni, palline, materassini, cuscini ecc.) attenendoci alla progettazione annuale.
-         Saletta accoglienza: in diversi momenti della giornata.
Dalle 7.30 alle 9.30 i bambini possono essere accolti in questo spazio attrezzato di scivoli, costruzioni e casetta. Dalle 10 alle 11 invece, può essere utilizzata per allestire una sorta di atelier che ci permette di svolgere le attività a piccoli gruppi ( laboratorio musicale, attività grafico-pittoriche ecc.) oppure come momento di svago e gioco libero dopo aver svolto l’attività di sezione.
-         Il salone (spazio dotato di arredi): dalle 10 alle 11 nel periodo degli inserimenti dei nuovi bambini; durante l’anno vissuto come momento di gioco e svago.
-         Il cortile: offre la possibilità di gioco e svago. E’ fornito di casette, scivolo e giochi vari.
-         Un ampio campo sportivo dove i bambini si dilettano nella corsa campestre.

2.4 .  MOMENTI DI CURA

La giornata è scandita per la maggior parte dai momenti di routine, ossia da quelle azioni che vengono ripetute quotidianamente secondo modalità e tempi omogenei: l’entrata e l’uscita, il momento del bagno, le attività, il pasto e il riposo. La loro regolarità li rende veri e propri punti di orientamento per il bambino rispetto ai tempi della giornata.

INGRESSO E USCITA

E’ il momento in cui il bambino arriva a scuola e saluta il famigliare per essere accolto dall’educatore. E’ importante che la presenza del genitore sia limitata al tempo necessario (scambio di notizie con l’educatrice e saluto del bambino). L’accoglienza avviene fuori dalla sezione per evitare di richiamare nella mente degli altri bambini l’assenza del genitore e causare inutili crisi.
Altrettanto importante è il ricongiungimento con i genitori: è il momento in cui al genitore vengono riportate le informazioni più importanti sulla giornata a scuola, ma è anche un tempo carico di emozioni, dove il bambino può manifestare comportamenti diversi (gioia, rifiuto del genitore, pianto), di cui è importante essere consapevoli. Come nell’ingresso, anche l’uscita avviene lontano dagli occhi dei bimbi che sono ancora in sezione.

IL PASTO

E’ un momento carico di implicazioni e significati, è un punto fermo nella giornata e perciò rassicurante. E’ preceduto da altri momenti ripetitivi (cambiarsi, lavarsi le mani, mettersi il tovagliolo) e tutto questo crea un clima di piacevole attesa. Durante il pasto impariamo a conoscere i cibi, a riconoscere sapori, odori e colori e a gestire posate, piatti e bicchiere, a rimanere seduti fino a fine pasto. Fondamentale è creare un clima di tranquillità nel rispetto dei tempi e dei livelli di autonomia del bambino; solo se il clima è sereno il bambino può essere aiutato a superare eventuali difficoltà con i cibi. Per questo molti bambini a scuola mangiano tranquillamente cibi che in famiglia rifiutano tenacemente.

IL BAGNO

I bambini sono accompagnati in bagno a piccoli gruppi in modo da limitare i tempi di attesa e offrire a ciascuno di loro gli spazi e i tempi necessari alla sperimentazione della propria autonomia .

IL RIPOSO

Non è un tempo vuoto, ma una fase indispensabile nella rielaborazione e assimilazione delle esperienze della mattinata. Come tutte le cure del corpo è un momento molto delicato, carico di valenze affettive: rievoca rituali e il desiderio di casa. Per il bambino dormire è rinunciare allo stato di veglia che contraddistingue le attività della giornata. E’ un passaggio difficile per la paura di non ritrovare al risveglio tutto ciò che lascia. Per questo deve essere mediato da riti: frasi e azioni sempre uguali e rassicuranti, come le coccole, una ninna nanna o una musica rilassante. L’oggetto transazionale (ciuccio, biberon, straccetto) o il peluche portato da casa assieme alla presenza dell’educatrice sono un aiuto a lasciarsi andare.

3.  AMBIENTAMENTO

L’ambientamento avviene solitamente dividendo il numero dei bambini che devono entrare nel mese di settembre, in gruppetti di 6/7 bambini a seconda delle esigenze reali. Occorrono circa 5 giorni prima di rimanere nel momento del pranzo. L’ambientamento e’ molto soggettivo: ci sono bambini che già al terzo giorno rimangano a mangiare, altri impiegano più di una settimana. Acquisito il momento del pasto, la settimana successiva serve per allungare il tempo post pranzo e avvicinarsi così alla successiva tappa che è quella dell’addormentamento, che avverrà nel corso della terza settimana.
E’ un momento delicato nella vita del bambino che deve imparare a conoscere persone nuove e ambienti diversi. Non è facile per un bimbo gestire contemporaneamente la curiosità per un’esperienza nuova e la paura per tante novità: spazi nuovi, persone sconosciute, altri bambini che attirano su di sé l’attenzione dell’adulto, regole nuove.
Perciò l’accoglienza di ogni bimbo è un processo pensato dall’educatrice per favorire l’inserimento, promuovendo nuovi legami e favorendo l’elaborazione della separazione dalla madre.

L’inserimento è perciò preparato:
- con un colloquio di reciproca conoscenza tra la scuola e la famiglia, prima che il bambino inizi la frequenza, per conoscere la storia e le abitudini di ogni bimbo;
- con la gradualità dell’introduzione del bambino nel nuovo ambiente per garantire il riconoscimento dell’andare via e ritornare della mamma, evitando così l’esperienza di una separazione traumatica;
- con la presenza del genitore che sia per il bambino la “base sicura” nella scoperta del nuovo ambiente, degli altri bambini e dell’educatrice.

Il pianto e/o altre manifestazioni di disagio (aggressività, rifiuto di qualsiasi rapporto, isolamento), che in questa prima fase possono accompagnare la separazione dal genitore, devono essere valutati come un segnale positivo attraverso il quale il bambino manifesta di essere in grado di percepire la realtà del nido come diversa dalla propria casa. Inoltre la separazione è una ferita che può riaprirsi anche nei mesi successivi: una malattia, un’assenza prolungata, possono far emergere la voglia di casa. E’ importante essere consapevoli di ciò per sapere riconoscere e accogliere questo vissuto del bambino quando si presenta.
Infine è bene che anche i genitori riflettono sui loro sentimenti: la separazione non è difficile solo per il bambino e sarebbe opportuno affrontare eventuali dubbi o ansie con le figure di riferimento per arrivare ad un distacco sereno che comunichi fiducia al proprio figlio.

4.  ATTIVITA’ PER I BAMBINI     

L’attività da privilegiare per la formazione della personalità dei bambini è naturalmente quella ludica.
Tutti gli esercizi e le attività devono essere presenti sotto forma di GIOCO; un’attività piacevole e giocosa cattura immediatamente l’attenzione del bambino, lo stimola a partecipare in modo attivo, ad apprendere e memorizzare più facilmente, a “lavorare” con piacere e a rapportarsi più facilmente agli altri.

Considerando il bisogno dei bambini di questa età, si propongono esperienze tattili, esplorative e sensoriali al fine di “far sentire”, stimolare la curiosità e aumentare la capacità percettiva. Le attività proposte e la predisposizione degli spazi sono anche finalizzate allo sviluppo senso-motorio, a far acquisire maggior sicurezza nei movimenti e maggior consapevolezza nel muoversi nell’ambiente sezione.
La proposta di oggetti e giocattoli vari stimola la curiosità e la capacità percettiva dei bambini: i materiali sia strutturati che poveri sono offerti in cesti o lasciati sugli scaffali ben visibili e soprattutto a portata di mano affinchè possa raggiungerli, afferrarli, toccarli, manipolarli e soddisfare così il suo bisogno di conoscere.
Per i più grandi poi si presentano materiali da manipolare, come impasti con le farine e colori, colla, carta da strappare e da accartocciare, colori a dito per sperimentare varie tecniche  espressive. Importante è l’aspetto linguistico e verbale con la denominazione corretta degli oggetti e la lettura di immagini con grandi e piccole illustrazioni. Si favorisce l’attenzione con l’ascolto di canzoni e racconti.
La conoscenza e l’uso di tutto il corpo, l’affinamento della manualità, lo sviluppo del linguaggio, il potenziamento delle capacità cognitive e logiche sono costanti che caratterizzano le attività che si svolgono con i bambini.

Gli interventi e le esperienze educative e didattiche, capaci di coinvolgere e attirare tutte le aree di sviluppo dei bambini, che potranno caratterizzare il nostro percorso:
·        creazione di un ambiente di gioco accogliente  e invitante nel quale stare bene insieme e trovare spazi e tempi adatti all’età:
·        offerta di materiali diversi, semplici e naturali, capaci di produrre sensazioni visive, tattili, gustative e olfattive stimolanti:
·        osservazioni e manipolazione di materiali di varie consistenze: liquide, cremose, in polvere, farine;
·        giochi con acqua a piccolo gruppo, con particolare attenzione al lavaggio delle mani;
·        utilizzo di materiali per lasciare le prime tracce su carta e cartoncino;
·        ascolto di musiche rilassanti o carillon prima dell’addormentamento e più ritmate nei momenti di gioco;
·        aiuto alla scoperta del proprio corpo da parte del bambino, dedicando tempo al cambio e ai momenti sul tappeto o davanti allo specchio.

I nostri obiettivi educativi si riconducano ad alcune aree di sviluppo quali: l’autonomia, la psicomotricità e la socializzazione. Questi obiettivi vengono perseguiti in tutti i momenti della vita del nido, sia durante le attività di rutine (pasto, cambio, sonno, merenda e pulizia personale) sia durante le attività di gioco strutturato o non.

Porsi l’obiettivo dell’autonomia del bambino significa, per noi, aiutarlo a potenziare le proprie capacità personali e ad essere gradualmente autosufficiente rispetto all’adulto: mangiare da solo restando seduto, lavarsi le mani, controllare gli sfinteri, cominciare a svestirsi e vestirsi da solo. Cercheremo inoltre di responsabilizzarlo maggiormente attribuendogli piccole mansioni, come collaborare nel riordino dei giochi, distribuire i bicchieri e le boccette quando si beve in sezione, ecc.
Tutto questo cercando di essere attente nell’aiutarlo, rassicurarlo, mai sostituendoci a lui.

Per quanto riguarda lo sviluppo linguistico ogni momento di vita al nido è occasione di conversazione perché è necessario esprimere in modo corretto ogni esperienza che il bambino vive aiutandolo a potenziare abilità fonologiche (suoni e parole), abilità semantiche (i significati delle parole), e abilità sintattiche (la costruzione di prime frasi).
In funzione di ciò predisporremo attività specifiche tenendo presente tutte le forme espressive con cui il bambino manifesta il proprio vissuto affettivo ed emozionale:
-         canzoncine e filastrocche mimate;
-         lettura di libri, favole e le parabole più semplici del Vangelo;
-         attività grafico pittorica (a questo proposito il tracciato lasciato del bambino si evolve in correlazione con la capacità che egli ha di controllare in maniera sempre più raffinata e consapevole i movimenti del proprio corpo).
Dai primi scarabocchi emergeranno così i primi segni intenzionali che rappresentano veri e propri messaggi e informazioni fra adulto e bambino
Il materiale per questo tipo di attività sarà costituito prevalentemente da: colori a dito, tempere e pennelli, tempere e spugne, pennarelli, pastelli a cera e a legno, fogli di diverse dimensioni.

L’acquisizione di abilità motorie, cioè la padronanza del proprio corpo in movimento rispetto allo spazio e agli oggetti, si attua sia mettendo a disposizione del bambino attrezzi e spazi per i giochi di movimento liberi, sia attraverso il nostro intervento proponendo attività più strutturate come seguire brevi percorsi motori con diversi gradi di difficoltà, imitare il passo degli animali, correre e saltare.
Inoltre proporremo anche una serie di esperienze di psicomotricità allo scopo di far raggiungere al bambino una sufficiente padronanza  dei movimenti della mano per riuscire poi ad riusare strumenti pratici in modo                                 appropriato.



Le attività proposte sono:
-         infilare
-        

strappare
-         incollare
-         lavorare con il pennello
-         i rulli
-         i tamponi
-         manipolare il pongo, la pasta sale, la pasta farina….     

Partendo dal presupposto che tutti i momenti di vita del nido sono socializzanti, lavoreremo per arricchire e migliorare i rapporti con gli adulti e i coetanei invitandoli alla collaborazione (ad es. aiutare il compagno in difficoltà nello svolgere un compito assegnatogli), al rispetto per gli altri, per l’ambiente, per gli oggetti; al rispetto delle regole come: aspettare il proprio turno e rispettare quello dei compagni.
Oltre alle attività guidate, sono previsti nella giornata momenti di gioco libero a piccolo gruppo. Proponendo il gioco libero si dà ai bambini la possibilità di confrontarsi con i coetanei, di avvicinarsi all’altro con modalità appropriate per cercare di creare il clima di gioco di gruppo. Questi momenti sono molto importanti e ciò che li differenzia è il tipo di intervento dell’adulto.
Nell’attività guidata la presenza dell’adulto è più attiva, in quella libera è più discreta: questo non significa che i bambini sono lasciati a se stessi; essi sono osservati dalla maestra e si interviene solo in caso di necessità, quando cioè si presentano momenti in cui il rapporto relazionale sfocia nell’aggressività.
Inoltre l’osservazione dei bambini durante il gioco permette di conoscere meglio le loro caratteristiche.

Sulla porta della Sezione si potrà sempre trovare esposta la programmazione settimanale sviluppata in base alla programmazione annuale, con gli obiettivi educativi e le varie attività che verranno svolte.

4.1 BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI O CON BISOGNI SPECIALI 

L’organizzazione dell’attività educativa rivolge un’attenzione particolare alle esigenze dei bambini in situazione di handicap o che presentano difficoltà di apprendimento .

L’azione della scuola, verificata con gli operatori socio-sanitari che entrano in relazione con i bambini e con le famiglie, contribuisce alla stesura e alla verifica periodica di progetti educativi individualizzati (diagnosi clinica per la documentazione dell’handicap, diagnosi funzionale per le nuove segnalazioni, profilo dinamico-funzionali, anche con il coinvolgimento della famiglia).

La programmazione individualizzata, per quanto possibile, viene integrata a quella della sezione di appartenenza, affinché il bambino diversamente abile possa “fare insieme agli altri”.
Per rispondere a tali necessità sono stati individuati alcuni obiettivi specifici di apprendimento che ci proponiamo di raggiungere:

-         conoscenza della propria identità e sviluppo delle capacità senso-percettive;
-         acquisire sicurezza nelle proprie capacità di comunicazione ed espressione;
-         capacità di comprendere i bisogni dell’altro e accettarne le diversità;
-         valorizzazione della presenza di ciascuno in quanto fonte di ricchezza per tutti.

La responsabilità educativa dell’integrazione degli alunni in situazione di handicap è di tutto il team insegnanti, nonché dell’istituzione scolastica in tutte le sue componenti.

4.2 INTEGRAZIONE DELLE DIFFERENZE ETNICHE 

La scuola è impegnata ad accogliere bambini provenienti da paesi stranieri in un’ottica di integrazione, valorizzando cioè le differenze, creando legami autentici tra le persone e favorendo il rispetto e la comprensione.
Siamo infatti convinte che la presenza dei bambini stranieri può tradursi in occasione di arricchimento ed è un’opportunità di crescita per maturare una convivenza basata sulla cooperazione e lo scambio reciproco.
Si riconosce a tutti il diritto di mantenere la propria identità, che si afferma nel dialogo e nell’ascolto; si favorisce l’espressione delle proprie tradizioni culturali; si rispetta il diverso credo religioso; si cura la dieta con differenti regole alimentari.

Nel processo di integrazione riteniamo sia molto importante il momento dell’accoglienza, creando un clima molto familiare affinché s’instauri un rapporto di fiducia e di amicizia.

4.3 CONTINUITA’ EDUCATIVA

Nel passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia la continuità educativa nel nostro caso è data in primo luogo dall’ambiente: siamo così vicini che i bambini del nido incontrano quotidianamente le maestre e i bambini più grandi della scuola dell’infanzia.
Sono anche previsti momenti comuni come la festa di fine d’anno scolastico in giugno.
Inoltre ci saranno colloqui tra le maestre del nido e quelle della scuola dell’infanzia per il passaggio di informazioni riguardanti le abitudini del bambino all’interno del nido e favorire l’inserimento del nuovo ordine scolastico.

5.  PROGETTAZIONE E ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA DEL SERVIZIO

La scuola sita in Via F.lli Malerbi, n. 19 comprende:

a)    Una sezione di nido che accoglie 28 bambini  dai 12 ai 36 mesi;

b)   Tre sezioni di scuola dell’infanzia paritaria;

c)    Cinque classi di scuola primaria.

5.1 STATUTO E REGOLAMENTO D’ISTITUTO

Per attuare in concreto il Progetto Educativo la Scuola si avvale del Consiglio d’Istituto formato da un rappresentante di sezione, dall’insegnante della sezione e dalla coordinatrice delle attività educative-didattiche.
Scopo principale del Consiglio d’Istituto è la ricerca di una vera collaborazione fra scuola - famiglia ambiente  per attuare una Scuola di vera e piena educazione atta a consentire al bambino la crescita fisica, intellettuale, sociale, morale e religiosa attraverso un sapere maturante, una personalità ricca ed armonica.

5.2 CALENDARIO SCOLASTICO

Il servizio apre la seconda settimana di settembre e chiude la quarta settimana di luglio e funziona dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 16.
Nel periodo estivo, per il nido e le tre sezioni della scuola dell’infanzia, non occorre fare un ulteriore iscrizione, in quanto il nostro servizio eroga la sua funzione fino alla fine di luglio.

5.3 LA NOSTRA GIORNATA

         8 - 9.30                 accoglienza
       9,30 - 10               preghiera, appello, merenda
       10 - 11                  attività di gioco programmata per la giornata
       11 - 11.30              si va in bagno a piccoli gruppi per cambiarsi e
                                  lavare le mani
       11.30 - 12.15          pranzo
       12.15 – 13              igiene personale per chi ne ha bisogno, momento di 
gioco e prima uscita                                               
       13 – 15.15              riposo
       15.15 - 15.45          alzata, riordino, cambio pannolini
       15.45                           merenda
   16.00                    seconda uscita

5.4 PERSONALE EDUCATIVO

  Il personale educativo, in possesso dei titoli di studio, è così organizzato:

dalle 8 alle 9 compresenza di due educatrici
dalle 9.00 alle 13.00 compresenza di quattro educatrici
dalle 13.00 alle 15.00 presenza di una educatrice
dalle 15.00 alle 16.00 compresenza di quattro educatrici

Laura Modelli, Rosaria Ioime e Suor Angela Pareira  Mendez e Ballardini Loretta  sono a tempo pieno, più due volontarie.

5.5 ADDETTI AI SERVIZI GENERALI

Il numero degli addetti ai servizi generali è di 6:

cucina          2
pulizie         2
segreteria    1
portineria    1
di cui:
a tempo pieno        1
part time               2
volontarie              2
religiosa                1
Le funzioni di supporto delle volontarie nel nido d’infanzia sono relative alle attività quotidiane e alle azioni di routine.

6.       LA COMUNITA’ EDUCANTE   

La comunità educante, costituita da tutti coloro che partecipano alla vita della scuola, è il centro propulsore e responsabile di tutta l’esperienza educativa e culturale. Essa sviluppa una cultura di appartenenza alle realtà socio-politico-economiche del Paese e alla Chiesa locale e garantisce un processo educativo non conflittuale tra famiglia, scuola, comunità cristiana e civile.
La Comunità educativa ha come fine la formazione integrale dell’uomo, perciò mira a sviluppare  personalità  che si caratterizzano per:

1)  la ricerca del senso della propria vita in relazione con l’Altro, inserito in una storia e in una cultura da scoprire  e da far evolvere  con la propria  creatività;

2)  l’identità e l’autonomia di giudizio, di scelte, di assunzione di impegni con senso di responsabilità verso se stessi e verso la società;

3)  la progressiva maturazione dei processi mentali per la costruzione di un pensiero riflessivo e critico;

4)  l’educazione al pluralismo ideologico e culturale con un atteggiamento di comprensione, rispetto e dialogo con tutti.

Gli attori sono :

 


I BAMBINI sono i protagonisti del cammino culturale e formativo proposto nelle Scuole S. Cuore. L’azione educativa è mirata, perciò, ad elaborare costantemente forme e spazi in grado di rendere significativa la partecipazione dei bambini alla vita della comunità educante.

Il GESTORE è l’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante

LE EDUCATRICI sono le seguenti : Modelli Laura, Diploma di maturità professionale per Assistente per Comunità Infantili, Ioime Rosaria, diploma magistrale propedeutico, Ballardini Loretta, diploma magistrale propedeutico, Suor Angela Pereira Mendes diploma di operatore dei Servizi Socio Sanitari. Le educatrici aiutano i bambini a formare la propria personalità ed integrano con la loro opera l’azione educativa dei genitori.

Il PERSONALE AUSILIARIO partecipa all’azione educativa con l’esempio del suo lavoro e con il suo indispensabile contributo al buon funzionamento delle attività.

La COORDINATRICE DELLE ATTIVITA’ è Vittoria Giacomelli.

Unitamente ad una preparazione professionale qualificata e a un  continuo aggiornamento, agli insegnanti si richiede di instaurare fra loro rapporti di collaborazione che, nel rispetto delle singole personalità, promuovano una comune programmazione e un comune stile educativo.
La tradizione delle Scuole “Sacro Cuore” si riconosce in uno stile educativo basato su:

a)    la centralità dell’alunno, vero protagonista del processo educativo;
b)   la scuola pensata come comunità educativa;
c)    il clima di cordialità e semplicità;
d)   il serio funzionamento della scuola, per offrire alle famiglie un servizio educativo qualitativo;
e)    l’apertura al senso religioso.

La Scuola “Sacro Cuore” pur essendo dichiaratamente d’ispirazione cristiana, è aperta a quanti mostrano di apprezzare e condividere la sua proposta educativa, offrendo così un servizio di pubblico interesse anche a garanzia del pluralismo culturale del nostro paese.

La cucina è interna ed il menù segue la tabella dietetica dell’A.U.S.L.

La coordinatrice pedagogica. La scuola dell’infanzia è associata alla F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne) e usufruisce di supporto in ambito gestionale pedagogico. Relativamente all’ambito educativo la figura professionale del coordinatore pedagogico, con l’intento di supportare la qualità dei servizi, promuove progetti di formazione e aggiornamento per il personale educativo e ausiliario; coordina sostiene e monitora il gruppo di lavoro e le proposte educative del servizio, sostiene le famiglie ed i genitori nell’esercizio del loro ruolo promuovendo iniziative ed incontri finalizzati al confronto e alla riflessione sui temi dello sviluppo e dell’educazione.

I GENITORI hanno la prima e principale responsabilità nell’educazione dei loro figli. Le Scuole Sacro Cuore rispettano e valorizzano questo ruolo delle famiglie e si pongono perciò in atteggiamento di collaborazione con esse.

7.  PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA: LA FAMIGLIA, LA SUA FUNZIONE EDUCATIVA E IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO


E’ un obiettivo fondamentale dell’Istituto Sacro Cuore promuovere qualsiasi occasione che favorisca la reciproca conoscenza ed amicizia tra docenti e genitori, al fine di creare un clima di intensa e proficua collaborazione.
Tutto questo si concretizza attraverso:
-         colloquio preliminare per ambientamento e inserimento del bambino
-         le assemblee di sezione (almeno due durante l’anno scolastico) come momento privilegiato di dialogo e di messa a punto di utili iniziative;
-         la disponibilità dei docenti ai colloqui personali con i genitori (a cadenza semestrale ed ogni qualvolta la famiglia lo ritenesse necessario);
-         momenti di accompagnamento formativo (incontri formativi con esperti che possono aiutare i genitori nell’importante compito educativo; celebrazioni liturgiche);
-         è presente un comitato organizzativo dei genitori che si impegna nella realizzazione di attività di supporto per la scuola:

-         festa di inaugurazione dell’anno scolastico;
-         festa di Natale;
-         festa di carnevale;
-         cene con i genitori;
-         spettacoli teatrali con genitori attori per la festa di S. Franceschino
-         momenti di riflessione in preparazione alla Pasqua;
-         uscite didattiche e ricreative con i genitori;
-         festa di fine anno scolastico.

 IL CONSIGLIO SI RIUNISCE:

a)        All’inizio dell’anno scolastico vengono eletti i rappresentanti di sezione. Nel NIDO il rappresentante rimarrà in carica fino al passaggio del figlio al successivo grado di scuola.
b)       L’assemblea generale può essere convocata ogni qualvolta sia necessario
c)        Il Consiglio della Scuola è composto da membri eletti e di diritto


Il Consiglio si riunisce:
·        Per programmare, promuovere e verificare l’attività didattica, pedagogica, amministrativa della Scuola “Sacro Cuore” che intende essere, nella sua caratteristica di scuola “libera”, a pieno servizio delle famiglie, del bambino e dell’ambiente, fatte salve le competenze proprie degli insegnanti.

·        Per esaminare ed accogliere, nei limiti del possibile, le proposte della maggioranza dei genitori del Consiglio di sezione che abbiano per progetto la crescita  umana, sociale, culturale e religiosa del bambino.

·        Per promuovere la continuità orizzontale, attraverso contatti con altre scuole o istituti (sopralluoghi, gite scolastiche, sport, uscite varie, momenti religiosi), al fine di realizzare un’educazione ricca di esperienze, di collaborazione di concretezza di vita; e la continuità verticale tra ordini diversi – nido/scuola dell’infanzia – attraverso momenti di incontro e attività svolte insieme.

·        Per acquistare o rinnovare le attrezzature didattiche, scientifiche e librarie.

·        Per scegliere il tema dell’anno e organizzare momenti formativi per genitori.

7.2  LETTURA DEL TERRITORIO

Il territorio di Lugo si colloca in un contesto socio culturale eterogeneo.

Il piano dell’offerta formativa prende avvio da un’attenta lettura del territorio, in quanto come prescritto dalla Premessa ai vigenti Programmi Didattici “La scuola valorizza nella programmazione educativa didattica le risorse culturali, ambientali, strutturali, offerte dal territorio e dalle strutture in esso operanti”.

Nel corso degli anni la nostra scuola ha avviato e consolidato costruttivi rapporti di collaborazione con enti ed associazioni operanti nel territorio, per esempio con la Biblioteca “Trisi”, dove partecipiamo alle letture animate e ad incontri periodici in accordo con i responsabili della Biblioteca.
Il servizio educativo, attraverso il coordinamento pedagogico, è in rete con il coordinamento pedagogico dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna: questo ci permette di partecipare ad iniziative formative e aggregative (come ad esempio la “Città dei bambini”, il “Presepe dei Piccoli” ) e ad occasioni di crescita, confronto e scambio con enti educativi dello stesso grado scolastico per un continuo miglioramento e una qualificazione del nido.
Le positive esperienze inducono a continuare la collaborazione.

8.  IL GRUPPO DI LAVORO.

8.1 STRUMENTI DELL’AZIONE EDUCATIVA

Gli strumenti attraverso cui si svolge l’azione educativa sono:

·        la riflessione (attenzione e osservazione)
·        la valutazione
·        la documentazione
La riflessione educativa accompagna sempre il nostro lavoro quando pensiamo non solo a “che cosa fare” ma anche “perché farlo”.
Riflettere sul proprio modo di agire significa avere un atteggiamento di continua attenzione:

o   ai bambini e ai loro bisogni e alle loro potenzialità;
o   alle conquiste, ai traguardi raggiunti dai bambini, alle difficoltà e ai problemi che si evidenziano durante la realizzazione dei percorsi operativi;
o   all’efficacia delle proposte che facciamo, alla funzionalità dei contesti di gioco e di attività che organizziamo;
o   alla scelta delle strategie didattiche e relazionali che ci consentono di motivare e coinvolgere i bambini in modo positivo.

Nel corso dell’anno la riflessione accompagna l’azione e consente di introdurre in momenti diversi del processo formativo le modifiche e le integrazioni che si rendono necessarie.
Inizialmente l’osservazione occasionale e quella sistematica ci permettono di raccogliere le conoscenze utili ad avviare il percorso educativo. L’osservazione sarà utilizzata in modo sistematico come strategia metodologica e strumenti osservativi saranno rivolti sia ai bambini che agli educatori.
Durante la realizzazione dei percorsi le opportune verifiche ci consentono di monitorare le azioni educative; l’osservazione finale rende possibile la rilettura dell’esperienza effettuata e la valutazione della nostra progettualità e delle modalità di lavoro utilizzate. Per valutare i risultati ottenuti si guarderanno gli obiettivi proposti inizialmente e si andrà a verificare se tali obiettivi sono stati raggiunti.
Per documentare il lavoro svolto verranno usati gli elaborati dei bambini: disegni, risultati di laboratori manipolativi e grafico-pittorici.
Inoltre le varie attività della sezione ed i vari momenti della giornata vengono documentati con foto e video che poi saranno consegnati alle famiglie, che possono così partecipare al vissuto dei loro bambini.
La documentazione è altresì importante per garantire una maggiore continuità tra nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria: tutti devono collaborare strettamente al fine di una formazione integrale e unitaria.





8.2 PROFESSIONALITA’ DELLE EDUCATRICI

“L’educatore ha il compito di studiare per aggiornarsi, adattarsi ai tempi, rinnovarsi, convertirsi”. Dei docenti laici la scuola cattolica guarda la sensibilità umana, la competenza professionale, la disponibilità alla peculiare progettualità della scuola.
La formazione delle insegnanti passa attraverso diverse forme di aggiornamento:

  • Incontri periodici di coordinamento
  • Incontri collegiali, di sezione ed intersezione
  • Incontri con altre realtà scolastiche territoriali
  • Incontri con specialisti esterni
  • Adesione a corsi promossi dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, dalla Provincia, dalla Regione
  • Corsi promossi dalla F.I.S.M.
  • Corsi organizzati dall’Istituto
  • Autoformazione

Le insegnanti partecipano anche a corsi di formazione e aggiornamento previsti da Decreti Legislativi e Ministeriali:

  • Corsi antincendio
  • Corso primo intervento di soccorso
  • Corso per la distribuzione dei pasti
  • Corso per la sicurezza


9.  DURATA

Il presente progetto pedagogico viene realizzato a gennaio 2017 e verrà rivisto ogni anno, nonché nel 2020, come da indicazioni triennali della Regione Emilia Romagna.







                                                 LA COORDINATRICE PEDAGOGICA

                                            Monia Giaccaglia
















INDICE

PREMESSA                                                                                      pag    3

1 FINALITA’                                                                                  pag    3
1.1 Caratteristiche socio-ambientali del territorio                      pag    4
1.2 Risorse del territorio                                                         pag    4
1.3 Risorse dell’Istituto                                                           pag    5

2 LA PROPOSTA  EDUCATIVA                                                      pag    5
2.1 Il metodo                                                                           pag    5
2.2 Lo spazio                                                                           pag    5
2.3 Polo per l’Infanzia                                                             pag    6
2.4 Momenti di cura                                                                 pag    7

3 AMBIENTAMENTO                                                                      pag    8

4 ATTIVITA’ PER I BAMBINI                                                      pag    9
4.1 Bambini diversamente abili o con bisogni speciali                  pag    12
4.2 Integrazione delle differenze etniche                                 pag    12
4.3 Continuità educativa                                                          pag    13

5 PROGETTAZIONE E ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA DEL SERVIZIO                                                                                                     pag    13
5.1 Statuto e regolamento d’Istituto                                          pag    13
5.2 Calendario scolastico                                                         pag    13
5.3 La nostra giornata                                                              pag    14
5.4 Personale educativo                                                            pag    14
5.5 Addetti ai servizi generali                                                 pag    14

6 LA COMUNITA’ EDUCANTE                                         pag. 15
7.PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA: LA FAMIGLIA, LA SUA FUNZIONE EDUCATIVA E IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO               pag.16
                          
7.1 La famiglia, la sua funzione educativa                       

PROGETTO PEDAGOGICO
del nido

VALENZA QUINQUENNALE
“ Sacro Cuore”

Via F.lli Malerbi , 19
Tel e fax: 0545/22786
Email: pariscuore@ancellesacrocuore.com

GENNAIO 2017









“Per viaggiare e non perdersi è richiesto comunque di progettare, con  metodo, itinerari e soste, ricerca di risorse  e capacità di affrontare gli imprevisti: questo per tenere a bada  la paura di perdersi e di inoltrarsi in zone oscure.  Il progetto in qualche modo è la previsione cooperativa, fra bambino e adulto di quello che si vuole e si può scoprire e conoscere, di quello che si vuole o si potrà fare ed essere.”



(F. Caggio, 1995)






PREMESSA











L’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di G.A. è stato fondato nel 1888 dal Servo di o Mons. Marco Morelli, un pio e dotto sacerdote di Lugo di Romagna, impegnato ad elevare socialmente e culturalmente le adolescenti e le giovani delle classi meno abbienti tramite un’istruzione elementare e una formazione professionale.
Fedeli al carisma del loro Fondatore, le Ancelle del Sacro Cuore fin dalle origini hanno dato vita, prima in Italia poi nei Paesi di missione, a scuole che hanno cercato di rispondere alle esigenze formative dei bambini, dei ragazzi e dei giovani e alle richieste culturali di una società in continua e rapida trasformazione.
La promozione della persona resta il fine principale della missione delle Ancelle e dei collaboratori laici che, alla figura evangelica di Gesù Buon Pastore , conformano il loro metodo educativo realizzando nel tempo l’insegnamento e l’eredità spirituale del Servo di Dio Mons. Marco Morelli.

1.  FINALITA’
                              
Dal regolamento sui requisiti e le procedure per l’autorizzazione al funzionamento dei servizi educativi per la prima infanzia gestiti da soggetti privati, n° 85/2012 e ai sensi della  L.R. N.6/ 2012, che ha modificato, la L.R. N. 8/2004 e la Legge REG. 1/2000 si evince che :
“I nidi di infanzia sono servizi educativi di interesse pubblico, aperti a tutti i bambini e le bambine in età compresa tra i tre mesi e i tre anni, che collaborano con le famiglie alla loro crescita e formazione, nel quadro di una politica per la prima infanzia e della garanzia del diritto all’educazione, nel rispetto dell’identità individuale, culturale e religiosa.

I nidi hanno finalità di:

a)    Formazione e socializzazione dei bambini, nella prospettiva del loro benessere psicofisico e dello sviluppo delle loro potenzialità cognitive, affettive, relazionali e sociali;
b)   Cura dei bambini che comporti un affidamento continuativo a figure diverse da quelle parentali in un contesto esterno a quello famigliare;
c)    Sostegno alle famiglie nella cura dei figli e nelle scelte educative”.

L’esperienza che il bambino vive al nido è essenzialmente quella di un rapporto personale: l’educazione non è tanto una questione di tecniche, ma avviene dentro un rapporto tra persone dove l’adulto accompagna in bambino a diventare grande, ad incontrare la realtà nei suoi diversi aspetti.
Il compito che ci prefissiamo è quello di stimolare nel bambino questo rapporto con la realtà. Ne consegue che la proposta educativa della scuola, passa attraverso la capacità dell’educatore di avere un rapporto consapevole e significativo con ogni bambino.
Il progetto pedagogico si fonda sull’idea che ogni bambino, anche piccolissimo, sia costruttore del proprio sapere, quindi su un’idea che ognuno viva dentro ad una propria possibile, straordinaria unicità ed originalità, all’interno però di una relazione, di un dialogo, di una continua negoziazione con l’altro (adulto e bambino). Il progetto educativo promuove e sostiene la formazione dei bambini piccoli attraverso lo sviluppo di tutti i linguaggi, ponendo gli sguardi a molteplici dimensioni: relazionali, comunicative, cognitive, simboliche, etiche, metaforiche ed espressive.

L’organizzazione dell’attività educativa rivolge un’attenzione particolare alle esigenze dei bambini in situazione di handicap o che presentano difficoltà di apprendimento.

L’azione della scuola, verificata con gli operatori socio-sanitari che entrano in relazione con i bambini e con le famiglie, contribuisce alla stesura e alla verifica periodica di progetti educativi individualizzati (diagnosi clinica per la documentazione dell’handicap, diagnosi funzionale per le nuove segnalazioni, profilo dinamico-funzionali, anche con il coinvolgimento della famiglia).

1.1.   CARATTERISTICHE SOCIO-AMBIENTALI DEL TERRITORIO

Il territorio di Lugo si colloca in un contesto socio culturale eterogeneo.

Il piano dell’offerta formativa prende avvio da un’attenta lettura del territorio, in quanto come prescritto dalla Premessa ai vigenti Programmi Didattici “La scuola valorizza nella programmazione educativa didattica le risorse culturali, ambientali, strutturali, offerte dal territorio e dalle strutture in esso operanti”.
Le famiglie afferenti alla scuola sono in grande prevalenza residenti nel Comune, anche se la scuola, soprattutto negli ultimi anni ha conosciuto un modesto afflusso di alunni anche dai paesi limitrofi.

1.2.        RISORSE DEL TERRITORIO

Il comune di Lugo offre i seguenti servizi:
Biblioteca Comunale
Centri sportivi dotati di palestra e campo di atletica
Teatro Comunale
Circoli Parrocchiali
Pro Loco
Nido, sezioni primavera, scuole dell’infanzia, scuole primarie, scuole secondarie e superiori.


1.3.         RISORSE DELL’ISTITUTO

L’istituto, che copre tutte le fasce di età, offre all’interno della propria struttura le seguenti risorse:
Laboratori informatici
Aule multimediali
Sala polivalente


2. LA PROPOSTA EDUCATIVA

2.1. IL METODO

Il nido “Sacro Cuore” è un servizio educativo che può accogliere 28 bambini dai 12 ai 36 mesi.
L’esperienza che il bambino vive è essenzialmente quella di un rapporto personale: l’educazione non è tanto una questione di tecniche, ma avviene dentro un rapporto tra persone dove l’adulto accompagna il bambino a diventare grande, ad incontrare realtà nei suoi diversi aspetti.
Il nido è un luogo dove il bambino può incontrare altri bambini e dove, tramite attività di gioco, può fare esperienze ed instaurare relazioni interpersonali importanti per il suo sviluppo affettivo, intellettivo e sociale.
Oltre ad essere un servizio di supporto alle famiglie (che restano pur sempre l’ambito privilegiato naturale per la crescita e l’educazione del bambino,) il nido si pone anche come luogo di formazione, informazione e confronto per insegnanti e genitori, per favorire la continuità educativa.
Le educatrici che ruotano all’interno del nido sono quattro: Laura, Rosy, Loretta, Suor Angela.

2.2.         LO SPAZIO

L’ attenzione al bambino, che qualifica la nostra proposta educativa, implica attenzione nel preparare lo spazio in cui questo viene accolto.
La strutturazione dello spazio deve rispondere alle domande e ai bisogni che noi riconosciamo nei bambini, perciò la cura dello spazio è in funzione della relazione adulto-bambino. E’ infatti questa che caratterizza la qualità della vita al nido riempiendo di significato lo spazio e il tempo.

I nostri spazi:

Una  PARTE  DEL CORRIDOIO   è dotato di armadietti per ogni singolo bambino.

Una SALA DI ACCOGLIENZA ,DI GIOCO E DI ATTIVITA’ DIDATTICHE

La SEZIONE, per noi punto primario di riferimento, è strutturata ad angoli sia per stimolare l’iniziativa di ogni bambino, sia per rispondere al suo bisogno di sentirsi contenuto, rassicurato, protetto. Gli angoli della sezione vengono creati all’inizio dell’anno, ma successivamente possono essere modificati. Le attività, il gioco e la relazione tra i bambini e con l’educatore determinano cambiamenti.
Attualmente esistono angoli in cui si possono leggere i libri, raccontare storie, fare conversazione, ma anche giocare con i giochi della sezione ( costruzioni, pupazzi…); l’angolo dei travestimenti per favorire il gioco simbolico

In sezione troviamo:

Lo specchio: questo elemento ha una funzione importantissima perché permette di scoprire, osservare e conoscere il proprio corpo, di sparire e riapparire. Ai piedi dello specchio è posto un tappeto che serve per sedersi, sdraiarsi, rotolare, delimitare il proprio spazio e sperimentare nuovi schemi motori;

L’angolo morbido con cuscini, pupazzi e tappeto per sedersi, chiacchierare, farsi leggere un libro, sdraiarsi, far capriole;

La libreria per avvicinare il bambino al libro. Il bambino può scegliere da solo quale libro guardare o farsi raccontare dalla maestra. L’ascolto di favole e la manipolazione dei libri, oltre a favorire la produzione verbale, stimola la fantasia e la creatività del bambino;

I mobili con giocattoli a vista che offrono diverse stimolazioni sensoriali;

L’angolo cucina per il gioco simbolico;

La casetta per creare un angolo – travestimenti. Il gioco simbolico risponde alla esigenza affettivo - relazionale, ma anche cognitiva: basti pensare che nel gioco dei travestimenti possono essere usate svariate stoffe colorate, trasparenti e non, grosse e sottili, lisce e ruvide che offrono svariate stimolazioni sensoriali.

Il DORMITORIO è attrezzato con brandine e durante il momento del riposo l’educatrice sta accanto ai bambini tranquillizzandoli con la sua presenza.

La STANZA da BAGNO è con lavandini e servizi a misura di bambino, in modo tale da stimolare e favorire l’autonomia.

La SALA POLIVALENTE permette ai bambini di correre e muoversi liberamente.

Il CORTILE è ombreggiato con giochi che nelle belle giornate diventa un luogo di gioco privilegiato per tutti, grazie ai tesori che racchiude (foglie, insetti, ciuffi d’erba). E’ un luogo che permette di osservare, scoprire, correre, arrampicarsi, scivolare, nascondersi favorendo l’opportunità di fare grandi conquiste.

2.3.       POLO PER L’INFANZIA

All’interno della nostra struttura si trovano spazi che vengono condivisi con la scuola dell’infanzia. Le aree comuni interne - la sala polivalente, la saletta di accoglienza, il salone -, sono dotate di arredi e vengono utilizzate dalle sezioni con attività programmate su gruppi di bambini di età diversa o di età omogenee (in specifico la sale polivalente viene allestita in base alle attività che si intendono svolgere).
Le aree comuni esterne sono dotate di giochi e attrezzature appropriate allo sviluppo psico-fisico dei bambini.
Tali spazi offrono opportunità di gioco e incontro fra bambini di età mista o di età omogenee.
Il nido utilizza gli spazi nel seguente modo:
-         Sala polivalente: due volte alla settimana dalle 10 alle 11. Permette ai bambini di correre e muoversi liberamente, nonché di svolgere percorsi strutturati atti a sviluppare il loro aspetto psico-motorio (tunnel, piccoli ostacoli, cerchi, palloni, palline, materassini, cuscini ecc.) attenendoci alla progettazione annuale.
-         Saletta accoglienza: in diversi momenti della giornata.
Dalle 7.30 alle 9.30 i bambini possono essere accolti in questo spazio attrezzato di scivoli, costruzioni e casetta. Dalle 10 alle 11 invece, può essere utilizzata per allestire una sorta di atelier che ci permette di svolgere le attività a piccoli gruppi ( laboratorio musicale, attività grafico-pittoriche ecc.) oppure come momento di svago e gioco libero dopo aver svolto l’attività di sezione.
-         Il salone (spazio dotato di arredi): dalle 10 alle 11 nel periodo degli inserimenti dei nuovi bambini; durante l’anno vissuto come momento di gioco e svago.
-         Il cortile: offre la possibilità di gioco e svago. E’ fornito di casette, scivolo e giochi vari.
-         Un ampio campo sportivo dove i bambini si dilettano nella corsa campestre.

2.4 .  MOMENTI DI CURA

La giornata è scandita per la maggior parte dai momenti di routine, ossia da quelle azioni che vengono ripetute quotidianamente secondo modalità e tempi omogenei: l’entrata e l’uscita, il momento del bagno, le attività, il pasto e il riposo. La loro regolarità li rende veri e propri punti di orientamento per il bambino rispetto ai tempi della giornata.

INGRESSO E USCITA

E’ il momento in cui il bambino arriva a scuola e saluta il famigliare per essere accolto dall’educatore. E’ importante che la presenza del genitore sia limitata al tempo necessario (scambio di notizie con l’educatrice e saluto del bambino). L’accoglienza avviene fuori dalla sezione per evitare di richiamare nella mente degli altri bambini l’assenza del genitore e causare inutili crisi.
Altrettanto importante è il ricongiungimento con i genitori: è il momento in cui al genitore vengono riportate le informazioni più importanti sulla giornata a scuola, ma è anche un tempo carico di emozioni, dove il bambino può manifestare comportamenti diversi (gioia, rifiuto del genitore, pianto), di cui è importante essere consapevoli. Come nell’ingresso, anche l’uscita avviene lontano dagli occhi dei bimbi che sono ancora in sezione.

IL PASTO

E’ un momento carico di implicazioni e significati, è un punto fermo nella giornata e perciò rassicurante. E’ preceduto da altri momenti ripetitivi (cambiarsi, lavarsi le mani, mettersi il tovagliolo) e tutto questo crea un clima di piacevole attesa. Durante il pasto impariamo a conoscere i cibi, a riconoscere sapori, odori e colori e a gestire posate, piatti e bicchiere, a rimanere seduti fino a fine pasto. Fondamentale è creare un clima di tranquillità nel rispetto dei tempi e dei livelli di autonomia del bambino; solo se il clima è sereno il bambino può essere aiutato a superare eventuali difficoltà con i cibi. Per questo molti bambini a scuola mangiano tranquillamente cibi che in famiglia rifiutano tenacemente.

IL BAGNO

I bambini sono accompagnati in bagno a piccoli gruppi in modo da limitare i tempi di attesa e offrire a ciascuno di loro gli spazi e i tempi necessari alla sperimentazione della propria autonomia .

IL RIPOSO

Non è un tempo vuoto, ma una fase indispensabile nella rielaborazione e assimilazione delle esperienze della mattinata. Come tutte le cure del corpo è un momento molto delicato, carico di valenze affettive: rievoca rituali e il desiderio di casa. Per il bambino dormire è rinunciare allo stato di veglia che contraddistingue le attività della giornata. E’ un passaggio difficile per la paura di non ritrovare al risveglio tutto ciò che lascia. Per questo deve essere mediato da riti: frasi e azioni sempre uguali e rassicuranti, come le coccole, una ninna nanna o una musica rilassante. L’oggetto transazionale (ciuccio, biberon, straccetto) o il peluche portato da casa assieme alla presenza dell’educatrice sono un aiuto a lasciarsi andare.

3.  AMBIENTAMENTO

L’ambientamento avviene solitamente dividendo il numero dei bambini che devono entrare nel mese di settembre, in gruppetti di 6/7 bambini a seconda delle esigenze reali. Occorrono circa 5 giorni prima di rimanere nel momento del pranzo. L’ambientamento e’ molto soggettivo: ci sono bambini che già al terzo giorno rimangano a mangiare, altri impiegano più di una settimana. Acquisito il momento del pasto, la settimana successiva serve per allungare il tempo post pranzo e avvicinarsi così alla successiva tappa che è quella dell’addormentamento, che avverrà nel corso della terza settimana.
E’ un momento delicato nella vita del bambino che deve imparare a conoscere persone nuove e ambienti diversi. Non è facile per un bimbo gestire contemporaneamente la curiosità per un’esperienza nuova e la paura per tante novità: spazi nuovi, persone sconosciute, altri bambini che attirano su di sé l’attenzione dell’adulto, regole nuove.
Perciò l’accoglienza di ogni bimbo è un processo pensato dall’educatrice per favorire l’inserimento, promuovendo nuovi legami e favorendo l’elaborazione della separazione dalla madre.

L’inserimento è perciò preparato:
- con un colloquio di reciproca conoscenza tra la scuola e la famiglia, prima che il bambino inizi la frequenza, per conoscere la storia e le abitudini di ogni bimbo;
- con la gradualità dell’introduzione del bambino nel nuovo ambiente per garantire il riconoscimento dell’andare via e ritornare della mamma, evitando così l’esperienza di una separazione traumatica;
- con la presenza del genitore che sia per il bambino la “base sicura” nella scoperta del nuovo ambiente, degli altri bambini e dell’educatrice.

Il pianto e/o altre manifestazioni di disagio (aggressività, rifiuto di qualsiasi rapporto, isolamento), che in questa prima fase possono accompagnare la separazione dal genitore, devono essere valutati come un segnale positivo attraverso il quale il bambino manifesta di essere in grado di percepire la realtà del nido come diversa dalla propria casa. Inoltre la separazione è una ferita che può riaprirsi anche nei mesi successivi: una malattia, un’assenza prolungata, possono far emergere la voglia di casa. E’ importante essere consapevoli di ciò per sapere riconoscere e accogliere questo vissuto del bambino quando si presenta.
Infine è bene che anche i genitori riflettono sui loro sentimenti: la separazione non è difficile solo per il bambino e sarebbe opportuno affrontare eventuali dubbi o ansie con le figure di riferimento per arrivare ad un distacco sereno che comunichi fiducia al proprio figlio.

4.  ATTIVITA’ PER I BAMBINI     

L’attività da privilegiare per la formazione della personalità dei bambini è naturalmente quella ludica.
Tutti gli esercizi e le attività devono essere presenti sotto forma di GIOCO; un’attività piacevole e giocosa cattura immediatamente l’attenzione del bambino, lo stimola a partecipare in modo attivo, ad apprendere e memorizzare più facilmente, a “lavorare” con piacere e a rapportarsi più facilmente agli altri.

Considerando il bisogno dei bambini di questa età, si propongono esperienze tattili, esplorative e sensoriali al fine di “far sentire”, stimolare la curiosità e aumentare la capacità percettiva. Le attività proposte e la predisposizione degli spazi sono anche finalizzate allo sviluppo senso-motorio, a far acquisire maggior sicurezza nei movimenti e maggior consapevolezza nel muoversi nell’ambiente sezione.
La proposta di oggetti e giocattoli vari stimola la curiosità e la capacità percettiva dei bambini: i materiali sia strutturati che poveri sono offerti in cesti o lasciati sugli scaffali ben visibili e soprattutto a portata di mano affinchè possa raggiungerli, afferrarli, toccarli, manipolarli e soddisfare così il suo bisogno di conoscere.
Per i più grandi poi si presentano materiali da manipolare, come impasti con le farine e colori, colla, carta da strappare e da accartocciare, colori a dito per sperimentare varie tecniche  espressive. Importante è l’aspetto linguistico e verbale con la denominazione corretta degli oggetti e la lettura di immagini con grandi e piccole illustrazioni. Si favorisce l’attenzione con l’ascolto di canzoni e racconti.
La conoscenza e l’uso di tutto il corpo, l’affinamento della manualità, lo sviluppo del linguaggio, il potenziamento delle capacità cognitive e logiche sono costanti che caratterizzano le attività che si svolgono con i bambini.

Gli interventi e le esperienze educative e didattiche, capaci di coinvolgere e attirare tutte le aree di sviluppo dei bambini, che potranno caratterizzare il nostro percorso:
·        creazione di un ambiente di gioco accogliente  e invitante nel quale stare bene insieme e trovare spazi e tempi adatti all’età:
·        offerta di materiali diversi, semplici e naturali, capaci di produrre sensazioni visive, tattili, gustative e olfattive stimolanti:
·        osservazioni e manipolazione di materiali di varie consistenze: liquide, cremose, in polvere, farine;
·        giochi con acqua a piccolo gruppo, con particolare attenzione al lavaggio delle mani;
·        utilizzo di materiali per lasciare le prime tracce su carta e cartoncino;
·        ascolto di musiche rilassanti o carillon prima dell’addormentamento e più ritmate nei momenti di gioco;
·        aiuto alla scoperta del proprio corpo da parte del bambino, dedicando tempo al cambio e ai momenti sul tappeto o davanti allo specchio.

I nostri obiettivi educativi si riconducano ad alcune aree di sviluppo quali: l’autonomia, la psicomotricità e la socializzazione. Questi obiettivi vengono perseguiti in tutti i momenti della vita del nido, sia durante le attività di rutine (pasto, cambio, sonno, merenda e pulizia personale) sia durante le attività di gioco strutturato o non.

Porsi l’obiettivo dell’autonomia del bambino significa, per noi, aiutarlo a potenziare le proprie capacità personali e ad essere gradualmente autosufficiente rispetto all’adulto: mangiare da solo restando seduto, lavarsi le mani, controllare gli sfinteri, cominciare a svestirsi e vestirsi da solo. Cercheremo inoltre di responsabilizzarlo maggiormente attribuendogli piccole mansioni, come collaborare nel riordino dei giochi, distribuire i bicchieri e le boccette quando si beve in sezione, ecc.
Tutto questo cercando di essere attente nell’aiutarlo, rassicurarlo, mai sostituendoci a lui.

Per quanto riguarda lo sviluppo linguistico ogni momento di vita al nido è occasione di conversazione perché è necessario esprimere in modo corretto ogni esperienza che il bambino vive aiutandolo a potenziare abilità fonologiche (suoni e parole), abilità semantiche (i significati delle parole), e abilità sintattiche (la costruzione di prime frasi).
In funzione di ciò predisporremo attività specifiche tenendo presente tutte le forme espressive con cui il bambino manifesta il proprio vissuto affettivo ed emozionale:
-         canzoncine e filastrocche mimate;
-         lettura di libri, favole e le parabole più semplici del Vangelo;
-         attività grafico pittorica (a questo proposito il tracciato lasciato del bambino si evolve in correlazione con la capacità che egli ha di controllare in maniera sempre più raffinata e consapevole i movimenti del proprio corpo).
Dai primi scarabocchi emergeranno così i primi segni intenzionali che rappresentano veri e propri messaggi e informazioni fra adulto e bambino
Il materiale per questo tipo di attività sarà costituito prevalentemente da: colori a dito, tempere e pennelli, tempere e spugne, pennarelli, pastelli a cera e a legno, fogli di diverse dimensioni.

L’acquisizione di abilità motorie, cioè la padronanza del proprio corpo in movimento rispetto allo spazio e agli oggetti, si attua sia mettendo a disposizione del bambino attrezzi e spazi per i giochi di movimento liberi, sia attraverso il nostro intervento proponendo attività più strutturate come seguire brevi percorsi motori con diversi gradi di difficoltà, imitare il passo degli animali, correre e saltare.
Inoltre proporremo anche una serie di esperienze di psicomotricità allo scopo di far raggiungere al bambino una sufficiente padronanza  dei movimenti della mano per riuscire poi ad riusare strumenti pratici in modo                                 appropriato.



Le attività proposte sono:
-         infilare
-        

strappare
-         incollare
-         lavorare con il pennello
-         i rulli
-         i tamponi
-         manipolare il pongo, la pasta sale, la pasta farina….     

Partendo dal presupposto che tutti i momenti di vita del nido sono socializzanti, lavoreremo per arricchire e migliorare i rapporti con gli adulti e i coetanei invitandoli alla collaborazione (ad es. aiutare il compagno in difficoltà nello svolgere un compito assegnatogli), al rispetto per gli altri, per l’ambiente, per gli oggetti; al rispetto delle regole come: aspettare il proprio turno e rispettare quello dei compagni.
Oltre alle attività guidate, sono previsti nella giornata momenti di gioco libero a piccolo gruppo. Proponendo il gioco libero si dà ai bambini la possibilità di confrontarsi con i coetanei, di avvicinarsi all’altro con modalità appropriate per cercare di creare il clima di gioco di gruppo. Questi momenti sono molto importanti e ciò che li differenzia è il tipo di intervento dell’adulto.
Nell’attività guidata la presenza dell’adulto è più attiva, in quella libera è più discreta: questo non significa che i bambini sono lasciati a se stessi; essi sono osservati dalla maestra e si interviene solo in caso di necessità, quando cioè si presentano momenti in cui il rapporto relazionale sfocia nell’aggressività.
Inoltre l’osservazione dei bambini durante il gioco permette di conoscere meglio le loro caratteristiche.

Sulla porta della Sezione si potrà sempre trovare esposta la programmazione settimanale sviluppata in base alla programmazione annuale, con gli obiettivi educativi e le varie attività che verranno svolte.

4.1 BAMBINI DIVERSAMENTE ABILI O CON BISOGNI SPECIALI 

L’organizzazione dell’attività educativa rivolge un’attenzione particolare alle esigenze dei bambini in situazione di handicap o che presentano difficoltà di apprendimento .

L’azione della scuola, verificata con gli operatori socio-sanitari che entrano in relazione con i bambini e con le famiglie, contribuisce alla stesura e alla verifica periodica di progetti educativi individualizzati (diagnosi clinica per la documentazione dell’handicap, diagnosi funzionale per le nuove segnalazioni, profilo dinamico-funzionali, anche con il coinvolgimento della famiglia).

La programmazione individualizzata, per quanto possibile, viene integrata a quella della sezione di appartenenza, affinché il bambino diversamente abile possa “fare insieme agli altri”.
Per rispondere a tali necessità sono stati individuati alcuni obiettivi specifici di apprendimento che ci proponiamo di raggiungere:

-         conoscenza della propria identità e sviluppo delle capacità senso-percettive;
-         acquisire sicurezza nelle proprie capacità di comunicazione ed espressione;
-         capacità di comprendere i bisogni dell’altro e accettarne le diversità;
-         valorizzazione della presenza di ciascuno in quanto fonte di ricchezza per tutti.

La responsabilità educativa dell’integrazione degli alunni in situazione di handicap è di tutto il team insegnanti, nonché dell’istituzione scolastica in tutte le sue componenti.

4.2 INTEGRAZIONE DELLE DIFFERENZE ETNICHE 

La scuola è impegnata ad accogliere bambini provenienti da paesi stranieri in un’ottica di integrazione, valorizzando cioè le differenze, creando legami autentici tra le persone e favorendo il rispetto e la comprensione.
Siamo infatti convinte che la presenza dei bambini stranieri può tradursi in occasione di arricchimento ed è un’opportunità di crescita per maturare una convivenza basata sulla cooperazione e lo scambio reciproco.
Si riconosce a tutti il diritto di mantenere la propria identità, che si afferma nel dialogo e nell’ascolto; si favorisce l’espressione delle proprie tradizioni culturali; si rispetta il diverso credo religioso; si cura la dieta con differenti regole alimentari.

Nel processo di integrazione riteniamo sia molto importante il momento dell’accoglienza, creando un clima molto familiare affinché s’instauri un rapporto di fiducia e di amicizia.

4.3 CONTINUITA’ EDUCATIVA

Nel passaggio dal nido alla scuola dell’infanzia la continuità educativa nel nostro caso è data in primo luogo dall’ambiente: siamo così vicini che i bambini del nido incontrano quotidianamente le maestre e i bambini più grandi della scuola dell’infanzia.
Sono anche previsti momenti comuni come la festa di fine d’anno scolastico in giugno.
Inoltre ci saranno colloqui tra le maestre del nido e quelle della scuola dell’infanzia per il passaggio di informazioni riguardanti le abitudini del bambino all’interno del nido e favorire l’inserimento del nuovo ordine scolastico.

5.  PROGETTAZIONE E ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA DEL SERVIZIO

La scuola sita in Via F.lli Malerbi, n. 19 comprende:

a)    Una sezione di nido che accoglie 28 bambini  dai 12 ai 36 mesi;

b)   Tre sezioni di scuola dell’infanzia paritaria;

c)    Cinque classi di scuola primaria.

5.1 STATUTO E REGOLAMENTO D’ISTITUTO

Per attuare in concreto il Progetto Educativo la Scuola si avvale del Consiglio d’Istituto formato da un rappresentante di sezione, dall’insegnante della sezione e dalla coordinatrice delle attività educative-didattiche.
Scopo principale del Consiglio d’Istituto è la ricerca di una vera collaborazione fra scuola - famiglia ambiente  per attuare una Scuola di vera e piena educazione atta a consentire al bambino la crescita fisica, intellettuale, sociale, morale e religiosa attraverso un sapere maturante, una personalità ricca ed armonica.

5.2 CALENDARIO SCOLASTICO

Il servizio apre la seconda settimana di settembre e chiude la quarta settimana di luglio e funziona dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 16.
Nel periodo estivo, per il nido e le tre sezioni della scuola dell’infanzia, non occorre fare un ulteriore iscrizione, in quanto il nostro servizio eroga la sua funzione fino alla fine di luglio.

5.3 LA NOSTRA GIORNATA

         8 - 9.30                 accoglienza
       9,30 - 10               preghiera, appello, merenda
       10 - 11                  attività di gioco programmata per la giornata
       11 - 11.30              si va in bagno a piccoli gruppi per cambiarsi e
                                  lavare le mani
       11.30 - 12.15          pranzo
       12.15 – 13              igiene personale per chi ne ha bisogno, momento di 
gioco e prima uscita                                               
       13 – 15.15              riposo
       15.15 - 15.45          alzata, riordino, cambio pannolini
       15.45                           merenda
   16.00                    seconda uscita

5.4 PERSONALE EDUCATIVO

  Il personale educativo, in possesso dei titoli di studio, è così organizzato:

dalle 8 alle 9 compresenza di due educatrici
dalle 9.00 alle 13.00 compresenza di quattro educatrici
dalle 13.00 alle 15.00 presenza di una educatrice
dalle 15.00 alle 16.00 compresenza di quattro educatrici

Laura Modelli, Rosaria Ioime e Suor Angela Pareira  Mendez e Ballardini Loretta  sono a tempo pieno, più due volontarie.

5.5 ADDETTI AI SERVIZI GENERALI

Il numero degli addetti ai servizi generali è di 6:

cucina          2
pulizie         2
segreteria    1
portineria    1
di cui:
a tempo pieno        1
part time               2
volontarie              2
religiosa                1
Le funzioni di supporto delle volontarie nel nido d’infanzia sono relative alle attività quotidiane e alle azioni di routine.

6.       LA COMUNITA’ EDUCANTE   

La comunità educante, costituita da tutti coloro che partecipano alla vita della scuola, è il centro propulsore e responsabile di tutta l’esperienza educativa e culturale. Essa sviluppa una cultura di appartenenza alle realtà socio-politico-economiche del Paese e alla Chiesa locale e garantisce un processo educativo non conflittuale tra famiglia, scuola, comunità cristiana e civile.
La Comunità educativa ha come fine la formazione integrale dell’uomo, perciò mira a sviluppare  personalità  che si caratterizzano per:

1)  la ricerca del senso della propria vita in relazione con l’Altro, inserito in una storia e in una cultura da scoprire  e da far evolvere  con la propria  creatività;

2)  l’identità e l’autonomia di giudizio, di scelte, di assunzione di impegni con senso di responsabilità verso se stessi e verso la società;

3)  la progressiva maturazione dei processi mentali per la costruzione di un pensiero riflessivo e critico;

4)  l’educazione al pluralismo ideologico e culturale con un atteggiamento di comprensione, rispetto e dialogo con tutti.

Gli attori sono :

 

I BAMBINI sono i protagonisti del cammino culturale e formativo proposto nelle Scuole S. Cuore. L’azione educativa è mirata, perciò, ad elaborare costantemente forme e spazi in grado di rendere significativa la partecipazione dei bambini alla vita della comunità educante.

Il GESTORE è l’Istituto delle Ancelle del Sacro Cuore di Gesù Agonizzante

LE EDUCATRICI sono le seguenti : Modelli Laura, Diploma di maturità professionale per Assistente per Comunità Infantili, Ioime Rosaria, diploma magistrale propedeutico, Ballardini Loretta, diploma magistrale propedeutico, Suor Angela Pereira Mendes diploma di operatore dei Servizi Socio Sanitari. Le educatrici aiutano i bambini a formare la propria personalità ed integrano con la loro opera l’azione educativa dei genitori.

Il PERSONALE AUSILIARIO partecipa all’azione educativa con l’esempio del suo lavoro e con il suo indispensabile contributo al buon funzionamento delle attività.

La COORDINATRICE DELLE ATTIVITA’ è Vittoria Giacomelli.

Unitamente ad una preparazione professionale qualificata e a un  continuo aggiornamento, agli insegnanti si richiede di instaurare fra loro rapporti di collaborazione che, nel rispetto delle singole personalità, promuovano una comune programmazione e un comune stile educativo.
La tradizione delle Scuole “Sacro Cuore” si riconosce in uno stile educativo basato su:

a)    la centralità dell’alunno, vero protagonista del processo educativo;
b)   la scuola pensata come comunità educativa;
c)    il clima di cordialità e semplicità;
d)   il serio funzionamento della scuola, per offrire alle famiglie un servizio educativo qualitativo;
e)    l’apertura al senso religioso.

La Scuola “Sacro Cuore” pur essendo dichiaratamente d’ispirazione cristiana, è aperta a quanti mostrano di apprezzare e condividere la sua proposta educativa, offrendo così un servizio di pubblico interesse anche a garanzia del pluralismo culturale del nostro paese.

La cucina è interna ed il menù segue la tabella dietetica dell’A.U.S.L.

La coordinatrice pedagogica. La scuola dell’infanzia è associata alla F.I.S.M. (Federazione Italiana Scuole Materne) e usufruisce di supporto in ambito gestionale pedagogico. Relativamente all’ambito educativo la figura professionale del coordinatore pedagogico, con l’intento di supportare la qualità dei servizi, promuove progetti di formazione e aggiornamento per il personale educativo e ausiliario; coordina sostiene e monitora il gruppo di lavoro e le proposte educative del servizio, sostiene le famiglie ed i genitori nell’esercizio del loro ruolo promuovendo iniziative ed incontri finalizzati al confronto e alla riflessione sui temi dello sviluppo e dell’educazione.

I GENITORI hanno la prima e principale responsabilità nell’educazione dei loro figli. Le Scuole Sacro Cuore rispettano e valorizzano questo ruolo delle famiglie e si pongono perciò in atteggiamento di collaborazione con esse.

7.  PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA: LA FAMIGLIA, LA SUA FUNZIONE EDUCATIVA E IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO


E’ un obiettivo fondamentale dell’Istituto Sacro Cuore promuovere qualsiasi occasione che favorisca la reciproca conoscenza ed amicizia tra docenti e genitori, al fine di creare un clima di intensa e proficua collaborazione.
Tutto questo si concretizza attraverso:
-         colloquio preliminare per ambientamento e inserimento del bambino
-         le assemblee di sezione (almeno due durante l’anno scolastico) come momento privilegiato di dialogo e di messa a punto di utili iniziative;
-         la disponibilità dei docenti ai colloqui personali con i genitori (a cadenza semestrale ed ogni qualvolta la famiglia lo ritenesse necessario);
-         momenti di accompagnamento formativo (incontri formativi con esperti che possono aiutare i genitori nell’importante compito educativo; celebrazioni liturgiche);
-         è presente un comitato organizzativo dei genitori che si impegna nella realizzazione di attività di supporto per la scuola:

-         festa di inaugurazione dell’anno scolastico;
-         festa di Natale;
-         festa di carnevale;
-         cene con i genitori;
-         spettacoli teatrali con genitori attori per la festa di S. Franceschino
-         momenti di riflessione in preparazione alla Pasqua;
-         uscite didattiche e ricreative con i genitori;
-         festa di fine anno scolastico.

 IL CONSIGLIO SI RIUNISCE:

a)        All’inizio dell’anno scolastico vengono eletti i rappresentanti di sezione. Nel NIDO il rappresentante rimarrà in carica fino al passaggio del figlio al successivo grado di scuola.
b)       L’assemblea generale può essere convocata ogni qualvolta sia necessario
c)        Il Consiglio della Scuola è composto da membri eletti e di diritto


Il Consiglio si riunisce:
·        Per programmare, promuovere e verificare l’attività didattica, pedagogica, amministrativa della Scuola “Sacro Cuore” che intende essere, nella sua caratteristica di scuola “libera”, a pieno servizio delle famiglie, del bambino e dell’ambiente, fatte salve le competenze proprie degli insegnanti.

·        Per esaminare ed accogliere, nei limiti del possibile, le proposte della maggioranza dei genitori del Consiglio di sezione che abbiano per progetto la crescita  umana, sociale, culturale e religiosa del bambino.

·        Per promuovere la continuità orizzontale, attraverso contatti con altre scuole o istituti (sopralluoghi, gite scolastiche, sport, uscite varie, momenti religiosi), al fine di realizzare un’educazione ricca di esperienze, di collaborazione di concretezza di vita; e la continuità verticale tra ordini diversi – nido/scuola dell’infanzia – attraverso momenti di incontro e attività svolte insieme.

·        Per acquistare o rinnovare le attrezzature didattiche, scientifiche e librarie.

·        Per scegliere il tema dell’anno e organizzare momenti formativi per genitori.

7.2  LETTURA DEL TERRITORIO

Il territorio di Lugo si colloca in un contesto socio culturale eterogeneo.

Il piano dell’offerta formativa prende avvio da un’attenta lettura del territorio, in quanto come prescritto dalla Premessa ai vigenti Programmi Didattici “La scuola valorizza nella programmazione educativa didattica le risorse culturali, ambientali, strutturali, offerte dal territorio e dalle strutture in esso operanti”.

Nel corso degli anni la nostra scuola ha avviato e consolidato costruttivi rapporti di collaborazione con enti ed associazioni operanti nel territorio, per esempio con la Biblioteca “Trisi”, dove partecipiamo alle letture animate e ad incontri periodici in accordo con i responsabili della Biblioteca.
Il servizio educativo, attraverso il coordinamento pedagogico, è in rete con il coordinamento pedagogico dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna: questo ci permette di partecipare ad iniziative formative e aggregative (come ad esempio la “Città dei bambini”, il “Presepe dei Piccoli” ) e ad occasioni di crescita, confronto e scambio con enti educativi dello stesso grado scolastico per un continuo miglioramento e una qualificazione del nido.
Le positive esperienze inducono a continuare la collaborazione.

8.  IL GRUPPO DI LAVORO.

8.1 STRUMENTI DELL’AZIONE EDUCATIVA

Gli strumenti attraverso cui si svolge l’azione educativa sono:

·        la riflessione (attenzione e osservazione)
·        la valutazione
·        la documentazione
La riflessione educativa accompagna sempre il nostro lavoro quando pensiamo non solo a “che cosa fare” ma anche “perché farlo”.
Riflettere sul proprio modo di agire significa avere un atteggiamento di continua attenzione:

o   ai bambini e ai loro bisogni e alle loro potenzialità;
o   alle conquiste, ai traguardi raggiunti dai bambini, alle difficoltà e ai problemi che si evidenziano durante la realizzazione dei percorsi operativi;
o   all’efficacia delle proposte che facciamo, alla funzionalità dei contesti di gioco e di attività che organizziamo;
o   alla scelta delle strategie didattiche e relazionali che ci consentono di motivare e coinvolgere i bambini in modo positivo.

Nel corso dell’anno la riflessione accompagna l’azione e consente di introdurre in momenti diversi del processo formativo le modifiche e le integrazioni che si rendono necessarie.
Inizialmente l’osservazione occasionale e quella sistematica ci permettono di raccogliere le conoscenze utili ad avviare il percorso educativo. L’osservazione sarà utilizzata in modo sistematico come strategia metodologica e strumenti osservativi saranno rivolti sia ai bambini che agli educatori.
Durante la realizzazione dei percorsi le opportune verifiche ci consentono di monitorare le azioni educative; l’osservazione finale rende possibile la rilettura dell’esperienza effettuata e la valutazione della nostra progettualità e delle modalità di lavoro utilizzate. Per valutare i risultati ottenuti si guarderanno gli obiettivi proposti inizialmente e si andrà a verificare se tali obiettivi sono stati raggiunti.
Per documentare il lavoro svolto verranno usati gli elaborati dei bambini: disegni, risultati di laboratori manipolativi e grafico-pittorici.
Inoltre le varie attività della sezione ed i vari momenti della giornata vengono documentati con foto e video che poi saranno consegnati alle famiglie, che possono così partecipare al vissuto dei loro bambini.
La documentazione è altresì importante per garantire una maggiore continuità tra nido, scuola dell’infanzia e scuola primaria: tutti devono collaborare strettamente al fine di una formazione integrale e unitaria.





8.2 PROFESSIONALITA’ DELLE EDUCATRICI

“L’educatore ha il compito di studiare per aggiornarsi, adattarsi ai tempi, rinnovarsi, convertirsi”. Dei docenti laici la scuola cattolica guarda la sensibilità umana, la competenza professionale, la disponibilità alla peculiare progettualità della scuola.
La formazione delle insegnanti passa attraverso diverse forme di aggiornamento:

  • Incontri periodici di coordinamento
  • Incontri collegiali, di sezione ed intersezione
  • Incontri con altre realtà scolastiche territoriali
  • Incontri con specialisti esterni
  • Adesione a corsi promossi dall’Unione dei Comuni della Bassa Romagna, dalla Provincia, dalla Regione
  • Corsi promossi dalla F.I.S.M.
  • Corsi organizzati dall’Istituto
  • Autoformazione

Le insegnanti partecipano anche a corsi di formazione e aggiornamento previsti da Decreti Legislativi e Ministeriali:

  • Corsi antincendio
  • Corso primo intervento di soccorso
  • Corso per la distribuzione dei pasti
  • Corso per la sicurezza


9.  DURATA

Il presente progetto pedagogico viene realizzato a gennaio 2017 e verrà rivisto ogni anno, nonché nel 2020, come da indicazioni triennali della Regione Emilia Romagna.







                                                 LA COORDINATRICE PEDAGOGICA

                                            Monia Giaccaglia
















INDICE

PREMESSA                                                                                      pag    3

1 FINALITA’                                                                                  pag    3
1.1 Caratteristiche socio-ambientali del territorio                      pag    4
1.2 Risorse del territorio                                                         pag    4
1.3 Risorse dell’Istituto                                                           pag    5

2 LA PROPOSTA  EDUCATIVA                                                      pag    5
2.1 Il metodo                                                                           pag    5
2.2 Lo spazio                                                                           pag    5
2.3 Polo per l’Infanzia                                                             pag    6
2.4 Momenti di cura                                                                 pag    7

3 AMBIENTAMENTO                                                                      pag    8

4 ATTIVITA’ PER I BAMBINI                                                      pag    9
4.1 Bambini diversamente abili o con bisogni speciali                  pag    12
4.2 Integrazione delle differenze etniche                                 pag    12
4.3 Continuità educativa                                                          pag    13

5 PROGETTAZIONE E ORGANIZZAZIONE EDUCATIVA DEL SERVIZIO                                                                                                     pag    13
5.1 Statuto e regolamento d’Istituto                                          pag    13
5.2 Calendario scolastico                                                         pag    13
5.3 La nostra giornata                                                              pag    14
5.4 Personale educativo                                                            pag    14
5.5 Addetti ai servizi generali                                                 pag    14

6 LA COMUNITA’ EDUCANTE                                         pag. 15
7.PARTECIPAZIONE E TRASPARENZA: LA FAMIGLIA, LA SUA FUNZIONE EDUCATIVA E IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO               pag.16
                          
7.1 La famiglia, la sua funzione educativa                                   pag    16
7.2 Lettura del territorio                                                         pag    18
8 IL GRUPPO DI LAVORO
8.1 Strumenti dell’azione educativa                                           pag    18
8.2 Professionalità delle educatrici                                           pag    19

9 DURATA                                                                                       pag    20             pag    16
7.2 Lettura del territorio                                                         pag    18
8 IL GRUPPO DI LAVORO
8.1 Strumenti dell’azione educativa                                           pag    18
8.2 Professionalità delle educatrici                                           pag    19


9 DURATA                                                                                       pag    20





SEZIONE PRIMAVERA
SCUOLA DELL’INFANZIA

 S.CUORE”  e “MONS. T. EMALDI


 



INSEGNANTI :

Laura Modelli, Ioime Rosaria, Ballardini Loretta
Suor Bianca, Suor Justine, Sr Paula
M. Aldina Carvi,  Suor Arince
Marzia Dosi, Suor Natalia.                





PROGETTO EDUCATIVO D’ISTITUTO

IDENTITA’

L’istituto delle  Ancelle del Sacro Cuore di G. A. è stato fondato nel 1888 dal Servo di Dio Mons. Morelli, un pio e dotto sacerdote di Lugo di Romagna, impegnato ad elevare socialmente e culturalmente le adolescenti e le giovani delle classi meno abbienti tramite un’istruzione elementare e una formazione professionale.
A completamento delle attività di studio e di lavoro, con grande intuito pedagogico, Mons. Morelli organizzava pure momenti formativi di catechesi e di teatro per aiutare le alunne ad esprimere le loro attitudini creative. In questo modo la formazione professionale trovava nella dimensione del bello e dell’arte la sua integrazione.
Fedeli al carisma del loro Fondatore, le Ancelle del Sacro Cuore fin dalle origini hanno dato vita, prima in Italia poi nei Paesi di missione, a scuole che hanno cercato di rispondere alle esigenze formative dei bambini, dei ragazzi e dei giovani e alle richieste culturali di una società in continua e rapida trasformazione.
La promozione della persona resta il fine principale della missione delle Ancelle e dei collaboratori laici che, alla figura evangelica di Gesù Buon Pastore, conformano il loro metodo educativo realizzando nel tempo l’insegnamento e l’eredità spirituale del Servo di Dio Mons. Morelli.

La tradizione delle Scuole S. Cuore si riconosce in uno stile educativo basato su:

 v   La centralità dell’alunno, vero protagonista del processo educativo;
 v   La scuola pensata come comunità educativa;
 v   Il clima di cordialità e semplicità;
 v   Il serio funzionamento della scuola;
 v   L’apertura al senso religioso.

Le Scuole “S. Cuore” pur essendo dichiaratamente configurate secondo la prospettiva dell’ispirazione cristiana, si aprono a quanti mostrano di apprezzare e condividere la loro proposta educativa, offrendo così un servizio di pubblico interesse anche a garanzia del pluralismo culturale del nostro paese.

FINALITA’ EDUCATIVE

La  comunità educativa ha come fine la formazione integrale dell’uomo, perciò mira a sviluppare personalità che si caratterizzano per:

 v   La ricerca del senso della propria vita in relazione con l’Altro, inserito in una storia e in una cultura da scoprire e da far evolvere con la propria creatività
 v   L’identità e l’autonomia di giudizio, di scelta, di assunzione di impegni con senso di responsabilità verso se stessi e verso la società
 v   La progressiva maturazione dei processi mentali per la costruzione di un pensiero riflessivo e critico
 v   L’educazione al pluralismo ideologico e culturale con un atteggiamento di competenze, rispetto e dialogo con tutti.
ACCOGLIENZA

Per il bambino la scuola deve essere un luogo che accoglie e protegge, che garantisce attenzioni e risposte ai suoi molteplici bisogni:

 v   Essere aiutato ed accettato senza condizioni;

 v   Essere rispettato nei propri  sentimenti e modi di essere;

 v   Venire ascoltato ed avere “ dai grandi” del tempo per stare insieme con continuità e stabilità in modo da sviluppare fiducia e senso di sicurezza;

 v   Avere vicino adulti e insegnanti responsabili, capaci di decidere, di incoraggiare l’autonomia e offrire al tempo stesso i limiti necessari a misurarsi con la realtà;

 v   Conoscenza della propria identità e sviluppo delle capacità di senso percettivo;

 v   Acquisire sicurezza nelle proprie capacità di comunicazione ed espressione;

 v   Capacità di comprendere i bisogni dell’altro e accettarne le diversità;

 v   Accentuazione del gusto della scoperta e delle capacità di formulare ipotesi di fronte a situazioni problematiche;

 v   Osservazioni e analisi delle caratteristiche dell’ambiente circostante;

 v   Comprendere, concordare e rispettare le regole stabilite nel gruppo;

 v   Muoversi con destrezza nello spazio circostante e nel gioco, coordinando i movimenti degli altri;

 v   Muoversi spontaneamente e in modo guidato da soli e in gruppo, esprimendosi in base a suoni, rumori, indicazioni;

 v   Curare in autonomia la propria persona, gli oggetti, l’ambiente, e i materiali comuni;

 v   Parlare, descrivere, raccontare, dialogare, con i grandi e con i coetanei.

I primi giorni di scuola rappresentano un momento molto delicato per i bambini, soprattutto per quelli più piccoli, che si trovano a contatto con un ambiente nuovo, caratterizzato da spazi, arredi e regole diverse da quelle di casa.
E’ un momento ricco di attese e di emozioni per il quale è importante creare contesti mirati a favorire l’inserimento e l’accoglienza dei bambini e degli adulti all’interno della scuola.

Accogliere i bambini implica due capacità fondamentali dell’insegnante:

ü ASCOLTO: ascoltare con rispetto il bambino per capire i suoi bisogni

ü EMPATIA: relazionarsi  col bambino non solo nella sua esteriorità ma anche  nella  sua   interiorità  e nei suoi vissuti.


INTEGRAZIONE SOCIO-CULTURALE


La scuola è impegnata ad accogliere bambini provenienti da paesi stranieri.
In un ottica di integrazione, valorizzando cioè le differenze, crea  legami autentici tra le persone e favorisce il rispetto e la comprensione.
Siamo infatti convinti che la presenza dei bambini stranieri può tradursi in una occasione di arricchimento ed è un’opportunità di crescita  basata sulla cooperazione e lo scambio reciproco.

Si riconosce a tutti il diritto di mantenere la propria identità, che si afferma nel dialogo e nell’ascolto; si favorisce l’espressione delle proprie tradizioni culturali; il rispetto del diverso credo religioso e delle differenti regole alimentari.

Nella progettazione abbiamo individuato alcuni filoni che costituiscono garanzia di approccio interculturale nella scuola:

1 prendere conoscenza che ogni cultura, quale portatrice di valori, va trattata con dignità e rispetto;

2 stimolare la consapevolezza dell’esistenza di diversi punti di vista e modalità di relazione;

3 favorire nei bambini l’ accettazione e la valorizzazione della diversità nell’incontro con espressioni di culture diverse con cui vengono continuamente a contatto;

4 dare ai genitori l’opportunità di essere attivamente coinvolti nell’apprendimento dei loro bambini.


INSERIMENTO DI ALUNNI CON DISABILITA’



I diritti delle persone diversamente abili, rientrano nella sfera dei diritti umani e civili fondamentali. Viene riconosciuto alla persona disabile il diritto allo sviluppo delle proprie capacità individuali da perseguirsi attraverso la piena integrazione nel contesto socio-culturale e in tutto ciò che la scuola rappresenta il primo passo nella società.

La famiglia è il principale attore e interlocutore nella scuola e deve essere costantemente coinvolta in tutte le fasi del percorso formativo dell’alunno.

L’azione della scuola  verifica, con gli operatori socio-sanitari che entrano in relazione con i bambini e con le famiglie, il profilo dinamico – funzionale  del bambino con la relativa documentazione clinica.   Contribuisce, inoltre  alla stesura e alla verifica periodica di progetti educativi individualizzati . La programmazione individualizzata, per quanto possibile, viene integrata a quella della sezione di appartenenza, affinché il bambino diversamente abile possa “fare insieme agli altri”.

Per rispondere a tali necessità sono stati individuati alcuni obiettivi specifici di apprendimento che ci proponiamo di raggiungere:

·        conoscenza della propria identità e sviluppo delle capacità senso-percettive;
·        acquisire sicurezza nelle proprie capacità di comunicazione ed espressione;
·        capacità di comprendere i bisogni dell’altro e accettare le diversità;
·        valorizzazione della presenza di ciascuno in quanto fonte di sicurezza per tutti.

La responsabilità educativa dell’integrazione degli alunni in situazioni di disagio è di tutto il team insegnanti, nonché dell’istituzione scolastica in tutte le sue componenti.






L’ ITINERARIO DIDATTICO PER L’ANNO SCOLASTICO 2015/2016 VUOLE ACCOMPAGNARE I BAMBINI NEL MAGICO MONDO DEL BOSCO… PARTENDO DALLA FAVOLA DI VIOLA SGARBI E STEFANO BORDIGLIONI

“ L’OMINO
 PAN DI ZENZERO”



IL SIMPATICO OMINO SARA’ IL FILO CONDUTTORE DI DIVERSI CAMPI DI ESPERIENZA.



PERCHE’ IL BOSCO?


Chiunque conosca le fiabe sa quanto sia predominante in esse la presenza dei boschi. Oltre la famiglia c’è il bosco, subito di là, appena varcata la soglia di casa.
Il bosco è il luogo dove i personaggi si perdono e “ crescono”. Incontrano grandi pericoli, creature straordinarie, subiscono incantesimi …
“Ci sono due modo per attraversare il bosco: nel primo, ci si muove rapidamente per uscire al più presto, per sfuggire all’orco, al lupo …. Per raggiungere casa o il villaggio; nel secondo ci si muove per capire com’è fatto un bosco, si rallenta per osservare il gioco della luce che filtra tra gli alberi, si indugia e ci si ferma per raccogliere i fiori o i funghi, per osservare foglie e cortecce di alberi,in un bosco si può anche camminare senza meta o proprio per il gusto di perdersi” (Umberto Eco)
Dunque il perder tempo e il rallentare, l’indugiare sul sentiero e il fermarsi a raccogliere fiori sono strategie di conoscenza, modi per attraversare il bosco e costruirsi un proprio sentiero… Il bosco può essere vissuto in molti modi: ci si inoltra per i sentieri cercando di scoprire tracce di animali, oppure si osservano alberi ed erbe. Ma nelle radure più nascoste si può anche pensare , immaginare, fantasticare, sognare. Il pensiero di perdersi = come fonte di scoperte e apprendimenti. Un bosco è un giardino di sentieri che si biforcano (Borges), anche quando non ci sono sentieri tracciati, ciascuno può tracciare il proprio percorso…

Dall’enciclica di Papa Francesco “ LAUDATO SII “

·        EDUCARE ALL’ALLEANZA TRA L’UMANITA’ E L’AMBIENTE
·        IL CREATO E’ UN DONO MERAVIGLIOSO CHE VA CUSTODITO E NON DISTRUTTO

PERCORSO 1  “ZENZI NEL BOSCO”

RACCONTIAMO LA STORIA
DELL’OMINO DI PAN DI ZENZERO


OBIETTIVI  FORMATIVI  

·        esplorare con curiosità fenomeni ed eventi, caratteristiche degli elementi e modi di vivere;
·        favorire la possibilità di giocare e lavorare insieme, di allacciare relazioni e compiere scelte;
·        realizzare costruzioni creative sullo sfondo di storie fantastiche;
·        formulare ipotesi di soluzione di problemi;
·        porsi domande, scambiarsi impressioni e sentimenti;
·        parlare, descrivere, raccontare e dialogare con i coetanei e gli adulti per acquisire fiducia nelle proprie capacità di espressione e comunicazione;
·        sperimentare differenti forme di ascolto, di espressione e comunicazione;
·        saper porre domande e formulare ipotesi;
·        esprimere proprie idee e opinioni;
·        discutere e confrontarsi con gli altri per condividere spiegazioni e significati;
·        sviluppare l’immaginazione e la fantasia;
·        maturare rispetto e comportamenti positivi verso la natura;
·        saper riflettere sui propri sentimenti e su quelli altrui;
·        maturare un senso di rispetto e cura per l’ambiente con piccoli gesti quotidiani.


 
     ATTIVITA’
:
semina, uscite, manipolazione, attività grafico pittoriche, poesie, canti.
Osservazione di immagini, percorsi tattico-sensoriali, drammatizzazione.
I colori del bosco : un intreccio di sfumature.

QUANDO : ottobre.






PERCORSO 2
SCOPRIAMO IL BOSCO ATTRAVERSO I 5 SENSI.
                   

                                           
ATTIVITA’:

attività grafico pittoriche, giochi di stampe e classificazione di foglie e di elementi naturali, tracce nel bosco, odori e profumi di bosco costruendone il libro. Nel bosco gli alberi: e tu che albero vorresti essere? Il bosco che si trasforma in relazione alle stagioni.

QUANDO: intero anno scolastico.

AMBIENTE: sezioni, salone, sala polivalente.


 


PERCORSO 3 :
“UN BOSCO DI EMOZIONI”

ATTIVITA’:

giochiamo con le emozioni in particolare la paura, la felicità, lo stupore in compagnia di creature fantastiche… inventiamo e raccontiamo storie….

QUANDO : tutto l’anno scolastico

DOCUMENTAZIONE:  questo percorso verrà documentato attraverso gli elaborati individuali e di gruppo, foto, cartelle personali.

VALUTAZIONE FINALE:  verranno fatte delle verifiche del progetto attraverso dialoghi guidati in sezioni, conversazioni ed elaborati personali dei bambini.


 


PERCORSO 4
“ PROGETTO BIBLIOTECA”


I COMANDAMENTI DEL LETTORE


     1.            Il diritto di non leggere
     2.            Il diritto di saltare le pagine
     3.            Il diritto di non finire un libro
     4.            Il diritto di rileggere
     5.            Il diritto di leggere qualsiasi cosa
     6.            Il diritto al bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
     7.           

Il diritto di leggere ovunque
     8.            Il diritto di spizzicare
     9.            Il diritto di leggere a voce alta
10.           

Daniel  Pennac
Il diritto di tacere





OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO:

·        Stimolare la curiosità per la lettura,
·        Sollecitare l’immaginario,
·        Educare all’ascolto,
·        Migliorare le proprie capacità linguistico ed espressive,
·        Cogliere il senso globale di una storia,
·        Distinguere personaggi e luoghi,
·        Rappresentare le storie ascoltate.

ATTIVITA’: organizziamo giochi di lettura in sezione e con la collaborazione dei genitori.    
USCITE IN BIBLIOTECA: attività ludiche, psicomotorie e grafico-pittoriche relative alle letture.

METODOLOGIA: racconto dei bambini, resoconto di esperienze.

La passione per la lettura nasce dal rapporto affettivo che con essa si instaura fin dalla prima infanzia, ma anche dalla consapevolezza di aver con essa un rapporto autentico e paritario, fatto di condivisione, non di imposizione e  verifica. Il libro è una fonte di conoscenza, cultura e creatività.

SPAZI : locali della scuola e biblioteca.

MATERIALI: libri, tempere, materiale di recupero, cuscini, tappeti, coperte…

PERIODO: intero anno scolastico.






PERCORSO 5  “FESTE E RICORRENZE”


Rientrano nelle finalità di tale progetto le attività annesse al Natale, Pasqua, Carnevale, Festa della Famiglia, festa di fine anno. Si parlerà a lungo del significato delle feste e si faranno diverse attività manipolative e grafico-pittoriche.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO:

·        conoscere segni e simboli di una festa;
·        conoscere le tradizioni;
·        riflettere su valori come amicizia, bontà, pace;
·        esprimere emozioni, memorizzare filastrocche canzoncine,
·        partecipare alla preparazione dell’ambiente scolastico per le festività.

ATTIVITA’:  ludiche, grafico pittoriche, manipolative; prepariamo il lavoretto per la festa della mamma, del papà, calendario dell’Avvento, recita di Natale, lavoretti inerenti al Natale, lavoretti di Pasqua, festa della famiglia, festa di fine anno scolastico.
Impariamo poesie e filastrocche, letture e drammatizzazioni.

METODOLOGIA:


Il progetto riguarda a tutte le feste con particolare attenzione al Santo Natale.
Parte dalla festa dei nonni, custodi tenerissimi e attenti perché i bambini non si sentano mai soli e trascurati. Si passa alla festa del papà preparata con cura attraverso  tenerissime poesie e la realizzazione di regalini da parte di ciascun bambino per il proprio papà, lo stesso accade per la festa della mamma.
Segue la più scanzonata e allegra festa dell’anno: il carnevale, con allegre filastrocche e la costruzione di simpatiche mascherine.
E… finalmente le due festività nostre religiose Natale e Pasqua, con poesie, leggende e racconti delicati, drammatizzazioni ricche di suggestioni e magie. Non mancheranno anche in questi casi i lavoretti che ciascun bambino porterà a casa.

SPAZI: locali della scuola, sala polivalente e teatro.

PERIODO: tempi relativi alle  varie attività.

DOCUMENTAZIONE : tale progetto verrà illustrato attraverso gli elaborati individuali e di gruppo, foto, realizzazione di spettacolini.



PERCORSO 6

 “LABORATORIO DI EDUCAZIONE RELIGIOSA”

 


OBIETTIVI :

·        Reciproca accoglienza
·        Superamento fiducioso delle difficoltà
·        Educazione all’esprimersi al comunicare con parole e gesti
·        Educare e cogliere i segni della vita
·        Intuirne i significati.

ATTIVITA’: la Creazione, parabole, racconti biblici e letture di brani di Vangelo.
Impariamo preghierine e canti. Impariamo a riconoscere i segni e le esperienze di Dio nella Creazione, nella natura, nelle stagioni, nelle cose di tutti i giorni; impariamo a riconoscere l’amore di Dio e del prossimo con i primi segni di accoglienza e donazione riconciliazione, fiducia, sincerità. Impariamo ad avere cura del creato con piccole azioni quotidiane cercando di motivarle fino a dar forma ad uno stile di vita.

METODOLOGIA:

Un obiettivo basilare dell’educazione religiosa, importante a partire già dalla scuola dell’infanzia, consiste nell’aiutare i bambini a percepire e scoprire dentro di sé attorno a sé, tutte quelle realtà che sono dominate dalla bellezza, dal mistero dal senso dell’infinito, dalla percezione che dalla vita esiste si ciò che si sente, si vede e si tocca, ma che poi c’è anche tanto… altro !
Educazione religiosa è guidare il bambino e saper cogliere le cose grandi della vita , ma anche ( e soprattutto) i piccoli particolari carichi di significato.
Attenzione al senso dello stupore della meraviglia e del mistero, coinvolgendo le emozioni; educare è stimolare l’attenzione al bello, alla poesia spesso innata nel bambino, tutto ciò che è in relazione alla vita  più  per la qualità e l’essere, che per la quantità e l’avere.
La scuola è rispettosa di altre forme di vita religiosa e collabora per la crescita umana e religiosa di ogni bambino, ben convinta che non esiste un bene superiore ed un “ bene di seconda mano”.
Tutto ciò che di bene e buono esiste, da qualsiasi parte provenga, nasce dal cuore dell’ unico vero Padre di tutti: quello del cielo.
PERCORSO 7  “LABORATORIO DI LINGUA INGLESE”


Per i tre, quattro e i cinque anni è previsto  un laboratorio di inglese per fornire in modo ludico e creativo un primo approccio a questa lingua.

L’insegnamento della lingua straniera non è un itinerario separato ma un nuovo modello di educazione linguistica, integrata nel quadro progettuale della scuola. Tale insegnamento non mira al raggiungimento di una competenza linguistica esauriente, ma vuole porsi come proposta educativa significativa nel contesto di una interazione coinvolgente tra adulto e bambino.

OBIETTIVI:

·        Sviluppo cognitivo
·        Contribuire all’educazione linguistica nel suo complesso
·        Sviluppare la capacità di ascolto, comprensione e produzione orale

PERCORSO 8  “LABORATORIO MUSICALE”


Per i tre, quattro, cinque anni, è previsto un laboratorio musicale per educare i bambini ad ascoltare rumori e suoni con i significati a loro concessi.
Si cercherà anche di educare i bambini ad usare bene la voce e il respiro, facendo loro capire da dove vengono e come.
Tutto questo verrà affrontato naturalmente in maniera adatta all’età dei bambini, con giochi e attività divertenti, proposta da un’insegnante di educazione musicale. 

PERCORSO 9  “ATTIVITA’ MOTORIA”


La dimensione corporea dei bambini è essenziale per lo svolgimento delle attività di gioco, di condivisione, di apprendimento, di esplorazione, di conoscenza, di socializzazione e di crescita affettiva.

OBIETTIVI:

·        Percepire il proprio corpo
·        Interiorizzare la percezione dello schema corporeo
·        Discriminare le percezioni sensoriali
·        Saper orientare se stessi nello spazio, gli oggetti e gli altri in rapporto a sé

·        Comprendere e partecipare al gioco con strutture e regole semplici